Malasanità nel Lazio, appunto al 2019 per prestazione sanitaria urgente

La redazione di Rete Sociale Italiana, ha ricevuto da un proprio collaboratore la segnalazione, di cui alleghiamo il corpo della pec di denuncia, ancora senza risposta, riguardo  un caso di malasanità nella Regione Lazio.
Il caso è stato oggetto anche di segnalazione politica al gruppo Lega della Regione Lazio, nonché è in riserva di adire alla via Giudiziaria, in quanto è inaccettabile e crediamo Incostituzionale che un cittadino per un esame urgente si sente rispondere che non è possibile prima di ottobre 2019 a Viterbo e nemmeno nel proprio distretto sanitario, però, come da registrazione telefonica, se voleva sempre tramite Cup era possibile effettuare prenotazione a pagamento nelle strutture sanitarie territoriali (?). 
 
A questo punto oltre a pensare che sia necessario rivedere il sistema sanitario nazionale e regionale, crediamo opportuno avere una risposta adeguata dal Ministro della Sanità e dal Presidente della Regione Lazio. 
 
Rete Sociale Italiana nell’interesse dei cittadini Italiani si costituirà parte civile nell’eventuale procedimento giudiziario, ancorché offrirà l’assistenza legale a questo cittadino nel procedimento contro la Regione Lazio, il Ministero della Sanità e contro chiunque coinvolto a causa dell’esercizio delle proprie funzioni. 
Mail Assistito

“Spett.le Distretto Sanitario Asl RM G,
visto e considerato la necessità di effettuare con urgenza l’esame in oggetto, visto e considerato che tramite cup regionale come da registrazione telefonica il primo appuntamento utile risulta essere ad ottobre 2019 nella città di Viterbo, visto e considerato la norma di legge n. 124 del 1998,
sono a chiedere
di effettuare l’esame in oggetto entro o poco più i famosi 60 gg previsti dalla legge al costo del ticket sanitario, considerando il forte disagio per ostruzione nasale grave, già trattata con intervento chirurgico presso Vs struttura, patologia ultimamente ricomparsa in forma più acuta che mina la qualità della vita ed è questa la necessità affinché venga trattata quanto prima. ”

 
 
Il Presidente  di Rete Sociale Italiana 
Giuseppe Criseo 

Malpensa – Lavoratori FedEx a rischio, striscione di CasaPound “Il lavoro non è un pacco”.

05 luglio 2018 – La sezione di Varese di CasaPound Italia, ha esposto uno striscione nella serata di Giovedì 4 Luglio sulla recinzione della famosa azienda di trasporti, che recita “Il lavoro non è un pacco” esprimendo la propria vicinanza ai lavoratori FedEx. I dipendenti della società di trasporto, infatti, attualmente rischiano il posto di lavoro a causa del nuovo modello organizzativo che i dirigenti della multinazionale statunitense vorrebbero attuare nei prossimi mesi, a seguito dell’acquisizione di TNT Express; una riorganizzazione che prevederebbe ben 361 licenziamenti e 115 trasferimenti. La volontà di FedEx, che non ha certo problemi di bilancio o di perdita di fatturato, si conferma in linea con i tipici comportamenti delle società multinazionali propense ad avere come unico scopo quello di massimizzare i profitti attraverso l’abbattimento dei costi. A pagare pegno è sempre il lavoratore che, tramite licenziamenti o esternalizzazioni a paghe inferiori, si ritrova ineluttabilmente costretto a subire le decisioni aziendali.

continua su Varese Press, http://varesepress.info/politica/area-malpensa/fedexmalpensa—lavoratori-fedex-a-rischio-striscione-di-casapound-il-lavoro-non-e-un-pacco-..html