RIZZOLI: DA REGIONE 500.000 EURO PER REINSERIMENTO DOPO CURE ONCOLOGICHE

SUPPORTI AI LAVORATORI E ALLE AZIENDE PER LA FORMAZIONE
“IL RITORNO IN SERVIZIO E’ UNA VITTORIA,MA CON GRANDI DIFFICOLTA'”

(Lnews – Milano, 03 ago) Da Regione Lombardia una dotazione
finanziaria di 500.000 euro per supportare lavoratori che
rientrano al posto di lavoro con capacita’ lavorative ridotte a
causa di cure oncologiche o per altre patologie invalidanti. E’
il contenuto della delibera, approvata ieri dalla Giunta
regionale, su proposta dell’assessore regionale a Istruzione,
Formazione e Lavoro Melania Rizzoli, che prevede il supporto, da
parte di Regione, anche delle relative aziende che accoglieranno
i lavoratori che sono stati assenti oltre i sei mesi per
malattia, hanno concluso il periodo di congedo e sono in
possesso di certificato di invalidita’ civile o della
certificazione di handicap.

DUE OBIETTIVI – L’iniziativa si propone un duplice obiettivo.
Quello specifico, a titolo sperimentale, di individuare un
modello di accompagnamento dei lavoratori malati oncologici, per
favorire la ripresa della vita professionale e la permanenza in
ambito lavorativo, attraverso forme flessibili di rientro al
lavoro (smartworking), promuovendo sia la componente
motivazionale sia quella professionale della persona. Il secondo
obiettivo, piu’ generale, e’ la sensibilizzazione delle imprese, i
cui dipendenti sono impegnati in percorsi di cura a seguito di
patologia o disabilita’ certificata, al fine di accompagnare
l’assetto manageriale e gestionale nella creazione di un
ambiente professionale flessibile e favorevole alla continuita’
lavorativa e alla valorizzazione delle professionalita’
coinvolte.

DOTE DI 2.000 EURO A LAVORATORE PER FORMAZIONE – Il bando
regionale mette a disposizione una dote di 2.000 euro per
lavoratore, per fruire di servizi di formazione che aiutino a
rinforzare le competenze, sostenere la riconversione
professionale in caso di modifica delle mansioni e recuperare
l’eventuale gap di conoscenze a seguito del periodo di distanza
dal mondo del lavoro, acquisire nuove competenze trasversali,
includendo inoltre un eventuale sostegno psicologico.

AIUTI AD AZIENDE PER SMARTWORKING E DISABILITY MANAGER’ – Per
quanto riguarda le aziende, attraverso un bando per la
formazione continua, saranno a disposizione contributi per la
promozione dello smartworking e, nel proprio management, delle
figure di ‘Disability manager’ e ‘Welfare manager’. La priorita’
verra’ data alle aziende che presentano nel loro organico
lavoratori con patologie oncologiche e invalidanti insorte negli
ultimi 2 anni.

GRANDI SOFFERENZE – “Con questo stanziamento abbiamo ribadito
l’attenzione di Regione Lombardia nei confronti dei lavoratori –
commenta l’assessore Rizzoli -: oggi si tratta di quelli colpiti
da malattie il cui decorso e cura possono mettere a rischio il
loro posto di lavoro. Io, prima che un assessore, sono un
medico, ho lavorato a lungo in strutture di emergenza e sono
stata per anni a contatto con malati gravi. Chi ha passato mesi
in luoghi di cura ha patito grandi sofferenze e ha dovuto
affrontare una stagione fra le piu’ difficili nella vita di un
essere umano”.

RITORNO AL LAVORO E’ VITTORIA, MA CON DIFFICOLTA’ – “Il momento in
cui il lavoratore puo’ tornare al lavoro – aggiunge -, in
particolare se e’ in condizione di disabilita’, e’ un momento di
vittoria e di ritrovata forza per ricominciare a vivere la
quotidianita’, ed e’ importantissimo che questo possa avvenire, ma
e’ anche un passo non privo di difficolta’”.

UN VERO REINSERIMENTO – “Anche a causa del fatto che spesso le
patologie gravi lasciano segni indelebili, si tratta di un vero
e proprio reinserimento – conclude -: la delibera ha lo scopo di
accompagnare, sostenere e alleviare questo passaggio, che ha due
binari che viaggiano paralleli: non solo il lavoratore, ma anche
l’azienda che ne accoglie il ritorno ricevera’ il sostegno e il
contributo di Regione”. (Lnews)

mam

Difendere il Parmigiano Reggiano, il cui danno è paragonato alle sigarette

http://varesepress.info/consumatori/parmigiano-reggiano-dannoso-come-le-sigarette-follia–dice-il-corsorzio.html

tassazione aggiuntiva sui prodotti contenenti grassi saturi

“Paragonare il Parmigiano Reggiano alle sigarette è un’assurdità. Lottare contro diabete, cancro e malattie cardiovascolari è corretto. Non lo è diffondere informazioni false e superficiali”.

E’ la nota ufficiale ripresa dal MDC che ha annunciato azioni a difesa dei prodotti e dei consumatori italiani.

Una vergogna che le lobby internazionali si mobiliti e l’Italia non si muova con azioni concrete per promuovere e tutelare il Made In Italy.

Da dove nasce l’allarme? Dal Sole24Ore, secondo cui il 27 settembre a New York l’assemblea delle Nazioni Unite discuterà  una risoluzione per invitare gli Stati a misure restrittive su grassi saturi, sale e zuccheri.

Il Parmigiano Reggiano – continua Riccardo Deserti, direttore del Consorzio Parmigiano Reggiano – si produce oggi come nove secoli fa: con gli stessi ingredienti (latte crudo, caglio e sale), con la stessa cura artigianale e con una tecnica di produzione che ha subito pochi cambiamenti nei secoli, grazie alla scelta di conservare una produzione del tutto naturale, senza l’uso di additivi. Le sue proprietà sono molteplici e tutte legate alle qualità intrinseche del prodotto: alta digeribilità, elevato contenuto di calcio presente in forma particolarmente biodisponibile, assenza di additivi e conservanti, ricchezza di minerali, piacevolezza e gradimento organolettico.

Per queste caratteristiche, il Parmigiano Reggiano è un alimento fondamentale nella dieta di tutti, dai piccoli agli anziani, passando per gli sportivi che trovano nel Parmigiano Reggiano una carica di energia totalmente naturale. Grazie al suo processo produttivo, il Re dei formaggi è anche naturalmente privo di lattosio già dopo 48 ore dalla nascita dal momento che tutto lo zucchero (lattosio) viene trasformato in acido lattico ad opera dei batteri lattici. Paragonarlo alle sigarette e dire che “nuoce alla salute” è pura follia.

Noi come Rete Sociale, non possiamo che fare appello ai parlamentari italiani, che messa da parte ogni divisione politica si decidano a fare fronte comune per tutelare i marchi e i prodotti italiani

Giuseppe Criseo

Presidente

Rete Sociale Italiana

 

OPERAZIONE “DEMETRA”23 MISURE CAUTELARI ESEGUITE TRA ITALIA, REGNO UNITO, GERMANIA E SPAGNA

I Carabinieri smantellano un’ORGANIZZAZIONE criminale dedita al traffico internazionale di beni archeologici siciliani. 23 misure cautelari eseguite tra Italia, Regno Unito, Germania e Spagna. Oltre 20.000 reperti recuperati per un valore superiore ai 40 milioni di euro

Nella mattinata odierna, i Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale (TPC) hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misure cautelari, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Caltanissetta, su richiesta della Procura della Repubblica nissena che ha coordinato le indagini, nei confronti di 23persone ritenute responsabili, a vario titolo, di far parte di un’associazione per delinquere transnazionale dedita al traffico di reperti archeologici provento di scavi clandestini in Sicilia.

In territorio italiano, l’operazione è stata condotta in sinergia con i Comandi Provinciali Carabinieri di Agrigento, Caltanissetta, Catania, Crotone, Enna, Lecce, Napoli, Novara, Taranto, Torino, Ragusa, Siracusa ed il supporto del 9° Nucleo Elicotteri di Palermo e dello Squadrone Eliportato “Cacciatori Sicilia”. Sono state eseguite anche numerose perquisizioni per la ricerca di reperti trafugati. Contemporaneamente, in ambito europeo, grazie al coordinamento di EUROPOL ed EUROJUST, sono stati eseguiti 3 Mandati di Arresto Europeo (M.A.E.) nei confronti dei componenti dell’organizzazione residenti a Londra, Ehingen e Barcellona. Oltre 250 i  Carabinieri impegnati, che hanno operato sia in territorio italiano che estero, congiuntamente ad investigatori della Metropolitan Police di Londra, della Polizia Criminale del Baden-Württemberg e della Guardia Civil spagnola.

La misura cautelare è stata emessa a conclusione dell’indagine denominata “Demetra”, sviluppata dal Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Palermo in collaborazione con il Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Caltanissetta. L’indagine è stata avviata nell’estate del 2014 a seguito di un episodio di scavi clandestini nel territorio di Riesi (CL). I primi accertamenti hanno consentito di verificare che non si trattava di una vicenda isolata, ma riconducibile ad un fenomeno di sistematica aggressione al patrimonio archeologico siciliano. Pertanto, l’attività investigativa ha avuto come obiettivo quello di risalire fino ai vertici dell’archeotraffico. Dall’inizio delle indagini, i Carabinieri del TPC hanno recuperato  oltre 3.000 beni archeologici, per un valore di mercato superiore ai 40 milioni euro.

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