Onu secondo Diego Gelmini

Non stiamo tanto bene sul pianeta, perché se l’organizzazione più rappresentativa di tutti gli Stati e l’Onu signori miei mettiamoci pure le mani nei capelli. Fino a ieri era soltanto un club di fuoriusciti ed approfittatori dei singoli Stati che erano lì per fare mambassa dei pochi soldi che arrivano nei loro poveri paesi pieni dei diseredati, oggi sono addirittura al soldo di quattro imbecilli stra nazionali che cercano il modo di sfondare quel che rimane della vecchia Europa: la cultura italiana quella greca e quella del Mediterraneo. Una roba un po’ raccapricciante. Quando riusciremo a dare un nome e una faccia a tutti quelli che vogliono i popoli di nuovo schiavi sarà tardi. Compito a casa.

Diego Gelmini 
Il Sofista

Questa sciocchezza, questo schiaffo miserabile, questa messinscena vigliacca dell’ONU, che minaccia di mandare ispettori al popolo italiano, per sanzionarne il «razzismo».
Ad un popolo che andrebbe santificato per tutto ciò che ha sopportato e continua a sopportare.
Un popolo che ha cinque milioni di poveri assoluti e altri svariati milioni di cittadini che rasentano tale condizione, eppure da anni accetta di pagare sei miliardi di tasse per mantenere nell’ozio i poveri altrui.
Un popolo umiliato a colonia, vittima delle politiche di rapina decise da congreghe sovranazionali di non eletti: la perdita della moneta e del potere di decisione in materia economico-finanziaria, la svendita del patrimonio pubblico a famiglie di speculatori, l’abbassamento dei salari, l’umiliazione dei giovani a servi senza figli e senza futuro, per giunta presi in giro dai media, che presentano il loro sfruttamento – la loro impossibilità di avere lavoro stabile e reddito dignitoso – come condizione appetibile, come «generazione Erasmus».
Ed ora?
La messinscena vigliacca.
L’unico popolo al mondo cui si nega il diritto di decidere chi entra e chi esce sul proprio territorio, messo sott’indagine.
L’unico Stato al mondo che, se deve rimpatriare qualcuno, è ammonito a rispettare la sovranità dei Paesi di rimpatrio «che hanno diritto di rifiutare l’ingresso anche ai propri cittadini», ma che, quando costoro invadono i suoi confini, è ritenuto obbligato a dargli ingresso sebbene non siano suoi cittadini, ma stranieri senza documenti inviati dalla criminalità organizzata.
Fino alla turpitudine di processare il governo che osi rivendicare il proprio diritto a stroncare i traffici di quest’ultima, salvaguardando vita e sicurezza del popolo com’è suo preminente dovere morale e giuridico di fare.
La messinscena vigliacca.
Quello che non farebbero mai a nessuno, lo fanno a noi, agli italiani.
Sotto inchiesta come popolo di razzisti, di trogloditi, di subumani.
Questi non eletti, questo marciume non eletto che non ci rappresenta e non rappresenta un ca**o, se non la propria arroganza e la propria ridicola mediocrità.
Amici, se mai dovessero arrivare questi benedetti ispettori, abbiamo un solo dovere verso la nostra patria.
Sbattiamoli fuori dall’Italia a calci nel cu*o.

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