Lo stato sociale non esiste

Giuseppe Alviti leader meridionalista di Identità Meridionale
Lo stato sociale non esiste

Sanità, “tempi di attesa per una visita aumentati fino a 27 giorni in tre anni. Ssn soccombe alla concorrenza del privato”

Per una visita nel pubblico si attendono mediamente 65 giorni a fronte dei 7 necessari nel privato. E i prezzi “talvolta sono persino inferiori a quelli dell’intramoenia e non lontani dal costo del ticket”

Quanto ai prezzi, nel privato “risultano mediamente abbastanza consistenti, ma in molti casi non molto distanti dal costo del ticket pagato nelle strutture pubbliche e private accreditate”. Risultato: “Il Servizio Sanitario Nazionale continua ad arretrare soccombendo alla concorrenza del privato”
Attualmente a Napoli puoi aspettare fino a sei mesi per una visita oculistica é  una vera vergogna .
Poi si parla di Miracoli Campani..ma de che?
I miracoli li fanno i medici e infermieri che lavorando nel pubblico riescono ad essere effecienti nonostante chi li ” governa” se ne fotte conclude il noto sindacalista

Italia, tra 100 anni avrà 16 milioni di abitanti

 L’inquietante proiezione è emersa oggi a Treviso nella seconda giornata di Statistcall, il Festival della statistica. Lo Sportello dei Diritti: “Favorire la natalità e dare sostegno alla famiglia”

 

Continuano a nascere meno bambini in Italia a causa della crisi economica, tanto che il nostro paese fra 100 anni, a condizioni invariate rispetto ad ora, potrebbe veder crollare la propria popolazione, arrivando a poco più di 16 milioni di abitanti rispetto ai quasi 60 milioni attuali. L’inquietante proiezione è emersa oggi a Treviso nella seconda giornata di Statistcall, il Festival della statistica. In un programma informatico sono stati inseriti il tasso di fertilità attuale (1,34) e l’attesa di vita dei bimbi nati oggi (83,8 anni), per capire, con tutte le altre condizioni alla pari, quante persone abiteranno la Penisola nel 2118: poco più di 16 milioni è stato il responso. «Perché ciò si verifichi tra cento anni, anche se già tra 20 anni saremo comunque 8 milioni in meno, ha detto il prof. Matteo Rizzolli della Libera Università Maria Santissima Assunta (Lumsa) di Roma, è sufficiente comportarsi come adesso, cioè non fare nulla per favorire la natalità e dare sostegno alla famiglia». Un “salto” statistico nel futuro che, per gli esperti, disegna un’Italia con la popolazione concentrata in alcune grandi città, molte delle restanti altre aree in stato di quasi abbandono. Secondo i relatori il passivo demografico, uno dei problemi del paese, non è ancora entrato nei programmi della politica. «Nella demografia c’è il destino politico ed economico di un paese», ha concluso Rizzolli. Lo squilibrio tra generazioni, è stato sottolineato, sottrae infatti popolazione attiva e produttiva all’economia del paese, rendendo insostenibile per le nuove generazioni sostenere i costi fissi di quelle precedenti, non produttive, bisognose di previdenza, assistenza e sanità. Un puro esercizio statistico, evidenzia Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, assai significativo ed emblematico di quale possa essere l’influenza delle condizioni economiche sulle nascite e quindi sulle famiglie. Bisogna fare di più per favorire la natalità e dare sostegno alla famiglia..

Lecce, 22 settembre 2018

Giovanni D’AGATA

Marano di Napoli: Pezzella ed Alviti:“Implementare il corpo della Polizia Municipale, e farlo subito”

Marano di Napoli:
Pezzella ed Alviti:“Implementare il corpo della Polizia Municipale, e farlo subito”
“Implementare il corpo della Polizia Municipale, e farlo subito” è la dichiarazione congiunta ferma del candidato a sindaco al Comune di Marano Avv. Rosario Pezzella e del suo Capolista al consiglio comunale Giuseppe Alviti leader di Identità Meridionale. “Più agenti sul territorio, maggiore flessibilità, ottimizzazione dei servizi e interscambio negli avvicendamenti dei diversi turni giornalieri; nuovo assetto degli orari per assicurare un maggior controllo del territorio e maggiore efficienza del servizio.”

Sono questi, in estrema sintesi, gli obiettivi della proposta avanzata da Pezzella e Alviti, relativa agli indirizzi per una diversa articolazione dell’orario di lavoro del personale appartenente al Corpo della Polizia municipale. E non si può dire che non abbiano le idee chiare.

La decisione, frutto di un approfondito percorso di riflessione, è orientata a migliorare complessivamente il servizio anche al fine di rispondere alle nuove e sempre più pressanti esigenze di sicurezza manifestate dalla cittadinanza e discusse recentemente anche nel Consiglio comunale. Cosa cambia, in sostanza, nell’organizzazione futura del servizio di Polizia Municipale? Nei progetti di un sindacalista di ferro come Alviti che ora aspira ad un ruolo di primo rilievo nella citta’ di Marano al fianco del candidato Sindaco Pezzella, l’articolazione dell’orario di lavoro del personale appartenente al Corpo della Polizia municipale dovrebbe prevedere turni giornalieri di 6 ore ciascuno su 6 giorni, anziché di 7 ore al giorno su 5 giorni settimanali. Si dovrà inoltre valutare la possibilità di inserire un eventuale quarto turno notturno, nel rispetto dell’attuale orario, che copra l’intero arco della giornata per tutti i giorni della settimana, nonché l’opportunità di modificare il contingente di personale per il funzionamento dei servizi pubblici essenziali, in modo che sia maggiormente funzionale rispetto al nuovo assetto degli orari. Secondo una nota gia appositamente richiesta al Comandante della Polizia municipale per un suo parere, il nuovo assetto degli orari potrà determinare concreti ed effettivi miglioramenti in quanto la previsione di un orario di lavoro di 6 ore giornaliere su 6 giorni settimanali con un solo giorno di riposo consentirebbe il recupero pieno della giornata di sabato con tutto il personale in servizio, ovviamente al netto di eventuali congedi ordinari, straordinari, recuperi e riposi, ma soprattutto la fruizione di un unico giorno di riposo, a fronte degli attuali due giorni settimanali non lavorativi determinerà la presenza in servizio di almeno 8-10 unità di personale in più ogni giorno e, infine, un miglior coordinamento con l’attività degli uffici amministrativi del Comune. Fermo restando il reclutamento di nuove leve che aumentino l’organico attualmente in emergenza

Esposto in procura contro i cementifici

Vicenda pesante se confermate tutti gli aspetti presentati nella denuncia da attivisti parlamentari pentastellati, come da pubblicazione su Varese Press.

“Vogliamo fare chiarezza perché siamo estremamente preoccupati per le emissioni prodotte dai cementifici e chiediamo al Procuratore di valutare se sussistano gli estremi per aprire le indagini”. Queste le parole dell’eurodeputata del Movimento 5 Stelle, Eleonora Evi, che insieme ai colleghi Marco Valli, Piernicola Pedicini, e a un gruppo di attivisti del M5S della provincia di Varese, ha presentato questa mattina alla Procura di Varese l’esposto riguardante i cementifici Holcim di Comabbio/Ternate e Colacem di Caravate. “I due cementifici – continua Evi – così come tutti i maggiori gruppi produttori di cemento in Italia, bruciano infatti combustibili alternativi e scorie da inceneritori, con possibili gravi ripercussioni sulla salute umana e l’ambiente. Di fatto producono cemento non nelle modalità tradizionali, ma bruciando combustibili solidi secondari (CSS), o combustibili derivati da rifiuti solidi urbani (CDR) o scorie da acciaierie e da inceneritori”.

il resto su Varese Press, cliccando qui

Jonghi (MSE): tutte le destre europee con Orban, Salvini e Le Pen!

ROBERTO JONGHI LAVARINI, coordinatore nazionale del MSE (MOVIMENTO SOCIALE EUROPEO – EURASIA) questa mattina ha ufficialmente espresso a JUDITH VILMA TIMAFFY (diplomatica ungherese, già console generale dell’Ungheria a Milano) tutta la solidarietà ed il sostegno del suo movimento politico apartitico (alleato sia di Fratelli d’Italia che della Lega di Salvini), annunciando una serie di manifestazioni patriottiche a sostegno del popolo ungherese e della sua identità e sovranità nazionale. Jonghi, storico esponente della destra sociale italiana, con solidi contatti internazionali, ha anche annunciato un viaggio a Budapest per convincere sia il il partito Fidez del premier Viktor Orban che la potente estrema destra di Jobbik a unirsi nel fronte sovranista europeo (lega delle leghe) promosso da Matteo Salvini e Marine Le Pen, con il sostegno antimondialista sia dell’americano Steve Bannon che del russo Alexander Dugin.

Noi del Fronte Verde ecologisti indipendenti lanciamo un appello trasversale a tutte le forze ecologiste

APPELLO ECOLOGISTA Costruiamo insieme la Confederazione Ecologista.

Noi del Fronte Verde ecologisti indipendenti lanciamo un appello trasversale a tutte le forze ecologiste, ambientaliste, animaliste e sociali per la creazione della #ConfederazioneEcologista, che possa ridare finalmente una voce forte, libera e soprattutto verde all’Italia partendo dalle prossime elezioni europee e non solo. Per la realizzazione di una nuova Europa verde, democratica e sociale che contrasti il potere spropositato delle banche, dei burocrati e delle lobbies e lotti a fianco ed in difesa dei cittadini europei. Siamo aperti al dialogo e disposti a scrivere un programma comune. Ci rivolgiamo in particolare: Federazione Verdi Green Italia Partito Animalista Europeo Partito Animalista Italiano Partito EcoAnimalista Ecoitaliasolidale – Movimento Ecologista Democrazia Verde EcoRadicali E a tutti le associazioni, i movimenti, i comitati ed i cittadini che hanno a cuore gli ideali ecologisti e sociali.

Rete Sociale Italiana accoglie l’appello e aderisce al fronte ecologista.

Marano, Rete Sociale Italiana appoggia il candidato sindaco Giuseppe Alviti

Rete Sociale Italiana abbraccia e appoggia appieno Giuseppe Alviti Sindaco a Marano.

Il leader della associazione RSI ha fatto sapere che i nobili ideali e intenti di giustizia e legalità di Alviti vengono pienamente condivisi da tutti i membri della associazione e quindi sembra doveroso e giusto affiancare un paladino della giustizia che non a caso nel 2006 ha ricevuto la medaglia d’ argento al valor civile ha chiosato il leader RSI

 

Giuseppe Criseo

Onu secondo Diego Gelmini

Non stiamo tanto bene sul pianeta, perché se l’organizzazione più rappresentativa di tutti gli Stati e l’Onu signori miei mettiamoci pure le mani nei capelli. Fino a ieri era soltanto un club di fuoriusciti ed approfittatori dei singoli Stati che erano lì per fare mambassa dei pochi soldi che arrivano nei loro poveri paesi pieni dei diseredati, oggi sono addirittura al soldo di quattro imbecilli stra nazionali che cercano il modo di sfondare quel che rimane della vecchia Europa: la cultura italiana quella greca e quella del Mediterraneo. Una roba un po’ raccapricciante. Quando riusciremo a dare un nome e una faccia a tutti quelli che vogliono i popoli di nuovo schiavi sarà tardi. Compito a casa.

Diego Gelmini 
Il Sofista

Questa sciocchezza, questo schiaffo miserabile, questa messinscena vigliacca dell’ONU, che minaccia di mandare ispettori al popolo italiano, per sanzionarne il «razzismo».
Ad un popolo che andrebbe santificato per tutto ciò che ha sopportato e continua a sopportare.
Un popolo che ha cinque milioni di poveri assoluti e altri svariati milioni di cittadini che rasentano tale condizione, eppure da anni accetta di pagare sei miliardi di tasse per mantenere nell’ozio i poveri altrui.
Un popolo umiliato a colonia, vittima delle politiche di rapina decise da congreghe sovranazionali di non eletti: la perdita della moneta e del potere di decisione in materia economico-finanziaria, la svendita del patrimonio pubblico a famiglie di speculatori, l’abbassamento dei salari, l’umiliazione dei giovani a servi senza figli e senza futuro, per giunta presi in giro dai media, che presentano il loro sfruttamento – la loro impossibilità di avere lavoro stabile e reddito dignitoso – come condizione appetibile, come «generazione Erasmus».
Ed ora?
La messinscena vigliacca.
L’unico popolo al mondo cui si nega il diritto di decidere chi entra e chi esce sul proprio territorio, messo sott’indagine.
L’unico Stato al mondo che, se deve rimpatriare qualcuno, è ammonito a rispettare la sovranità dei Paesi di rimpatrio «che hanno diritto di rifiutare l’ingresso anche ai propri cittadini», ma che, quando costoro invadono i suoi confini, è ritenuto obbligato a dargli ingresso sebbene non siano suoi cittadini, ma stranieri senza documenti inviati dalla criminalità organizzata.
Fino alla turpitudine di processare il governo che osi rivendicare il proprio diritto a stroncare i traffici di quest’ultima, salvaguardando vita e sicurezza del popolo com’è suo preminente dovere morale e giuridico di fare.
La messinscena vigliacca.
Quello che non farebbero mai a nessuno, lo fanno a noi, agli italiani.
Sotto inchiesta come popolo di razzisti, di trogloditi, di subumani.
Questi non eletti, questo marciume non eletto che non ci rappresenta e non rappresenta un ca**o, se non la propria arroganza e la propria ridicola mediocrità.
Amici, se mai dovessero arrivare questi benedetti ispettori, abbiamo un solo dovere verso la nostra patria.
Sbattiamoli fuori dall’Italia a calci nel cu*o.