Oliviero Toscani paragona Salvini a Mussolini e gli augura la stessa fine

Giuseppe Criseo-Rete Sociale Italiana / 29 agosto 2018

I sinistroidi dicono spesso che a Destra si semina odio, ma a quanto sembra l’odio arriva da altre parti, quelle dei “buonisti”.
Il caso del giorno è la frase infelice è dire poco, assurda, politicamente scorrettamente e inumana, agghiacciante.
Dire: “«Mio padre ha fotografato Mussolini a piazzale Loreto, chissà dove fotograferò io Salvini», non è certo da intellettuale ma sembra una minaccia o un tetro augurio.
Mussolini non ha ricevuto un processo da un tribunale normale ma è stato oggetto della ritorsione di un gruppo di partigiani politicizzati ed eterodiretti da fuori Italia.
E’stato ammazzato a sangue freddo, un omicidio di cui nessuno ha pagato e sicuramente nessuno pagherà.
Non si ammazzano persone senza processo regolare, forse avevano paura che potesse parlare di cose non tanto pulite avvenute a quei tempi?
Morte a testa in giù con gente che sputava e picchiava sul suo cadavere, e magari da vivo lo applaudivano..
Forti coi cadaveri.
Veniamo quindi ai giorni nostri: Oliviero Toscani ha fatto un’affermazione pesante e cattiva, sperando ed auspicando che Salvini faccia la stessa fine di Mussolini.
La politica non può esprimersi in questi modi, si può anche pensarla diversamente da Salvini, naturalmente, ma non si può augurare ad un ” nemico politico” una fine tremenda e violenza.
Una persona che ha una vita professionale importante (fotografo di moda ha collaborato e collabora tuttora per giornali come Elle, Vogue, GQ, Harper’s Bazaar, Esquire, Stern, Liberation e molti altri nelle edizioni di tutto il mondo. Dal 1982 al 2000, ha creato l’immagine, l’identità, la strategia di comunicazione e la presenza online di United Colors of Benetton, trasformandolo in uno dei marchi più conosciuti al mondo) può esprimersi come un cavernicolo senza cultura nè misura? A tutto c’è e ci deve essere un limite.
Sarebbe opportuno leggesse o rileggesse :
“Nessuno nasce odiando i propri simili a causa della razza, della religione o della classe alla quale appartengono. Gli uominiimparano a odiare, e se possono imparare a odiare, possono anche imparare ad amare, perché l’amore, per il cuore umano, è più naturale dell’odio.”
NELSON MANDELA

http://varesepress.info/istituzioni/oliviero-toscani-paragona-salvini-a-mussolini.html

Il progetto ” Socialità Politica”

L’esponente della Lega, Ennio Pietrangeli, delegato territoriale alle Politiche per la Sicurezza, in collaborazione con Rete Sociale Italiana ed altre realtà associative, essendo l’ideatore del progetto Socialità Politica, che insieme, al collega di partito Pasquale Velardi Coordinatore Territoriale LEGA, sta portando avanti unendo numerosi rappresentanti politici e di realtà associative, nel progetto Socialità Politica, ispirandosi al concetto Prima gli Italiani, porterà la buona politica nelle case di tutti gli Italiani, quella politica del fare, partendo da chi realmente ha bisogno.
La struttura nazionale o meglio rete sociale a cui hanno aderito e stanno aderendo numerose realtà associative, numerosi politici locali e non, targati Lega e non, imprenditori medi e grandi, formerà la rete di popolo in testimonianza della buona politica del fare di Ennio Pietrangeli e Pasquale Velardi, insieme ai loro collaboratori, una Socialità Politica che non si occupa e non si occuperà solo del singolo, ma anche dell’imprenditoria Italiana, grazie al Progetto Italia, a testimonianza che la buona politica esiste e che la Rete Sociale che si vuol creare rappresenterà l’Italia, quell’Italia produttiva, quell’Italia del fare.
Ogni Cittadino, Ogni Imprenditore per far parte del Progetto Italia può scrivere a Rete Sociale Italiana. 

RIZZOLI: DA REGIONE 500.000 EURO PER REINSERIMENTO DOPO CURE ONCOLOGICHE

SUPPORTI AI LAVORATORI E ALLE AZIENDE PER LA FORMAZIONE
“IL RITORNO IN SERVIZIO E’ UNA VITTORIA,MA CON GRANDI DIFFICOLTA'”

(Lnews – Milano, 03 ago) Da Regione Lombardia una dotazione
finanziaria di 500.000 euro per supportare lavoratori che
rientrano al posto di lavoro con capacita’ lavorative ridotte a
causa di cure oncologiche o per altre patologie invalidanti. E’
il contenuto della delibera, approvata ieri dalla Giunta
regionale, su proposta dell’assessore regionale a Istruzione,
Formazione e Lavoro Melania Rizzoli, che prevede il supporto, da
parte di Regione, anche delle relative aziende che accoglieranno
i lavoratori che sono stati assenti oltre i sei mesi per
malattia, hanno concluso il periodo di congedo e sono in
possesso di certificato di invalidita’ civile o della
certificazione di handicap.

DUE OBIETTIVI – L’iniziativa si propone un duplice obiettivo.
Quello specifico, a titolo sperimentale, di individuare un
modello di accompagnamento dei lavoratori malati oncologici, per
favorire la ripresa della vita professionale e la permanenza in
ambito lavorativo, attraverso forme flessibili di rientro al
lavoro (smartworking), promuovendo sia la componente
motivazionale sia quella professionale della persona. Il secondo
obiettivo, piu’ generale, e’ la sensibilizzazione delle imprese, i
cui dipendenti sono impegnati in percorsi di cura a seguito di
patologia o disabilita’ certificata, al fine di accompagnare
l’assetto manageriale e gestionale nella creazione di un
ambiente professionale flessibile e favorevole alla continuita’
lavorativa e alla valorizzazione delle professionalita’
coinvolte.

DOTE DI 2.000 EURO A LAVORATORE PER FORMAZIONE – Il bando
regionale mette a disposizione una dote di 2.000 euro per
lavoratore, per fruire di servizi di formazione che aiutino a
rinforzare le competenze, sostenere la riconversione
professionale in caso di modifica delle mansioni e recuperare
l’eventuale gap di conoscenze a seguito del periodo di distanza
dal mondo del lavoro, acquisire nuove competenze trasversali,
includendo inoltre un eventuale sostegno psicologico.

AIUTI AD AZIENDE PER SMARTWORKING E DISABILITY MANAGER’ – Per
quanto riguarda le aziende, attraverso un bando per la
formazione continua, saranno a disposizione contributi per la
promozione dello smartworking e, nel proprio management, delle
figure di ‘Disability manager’ e ‘Welfare manager’. La priorita’
verra’ data alle aziende che presentano nel loro organico
lavoratori con patologie oncologiche e invalidanti insorte negli
ultimi 2 anni.

GRANDI SOFFERENZE – “Con questo stanziamento abbiamo ribadito
l’attenzione di Regione Lombardia nei confronti dei lavoratori –
commenta l’assessore Rizzoli -: oggi si tratta di quelli colpiti
da malattie il cui decorso e cura possono mettere a rischio il
loro posto di lavoro. Io, prima che un assessore, sono un
medico, ho lavorato a lungo in strutture di emergenza e sono
stata per anni a contatto con malati gravi. Chi ha passato mesi
in luoghi di cura ha patito grandi sofferenze e ha dovuto
affrontare una stagione fra le piu’ difficili nella vita di un
essere umano”.

RITORNO AL LAVORO E’ VITTORIA, MA CON DIFFICOLTA’ – “Il momento in
cui il lavoratore puo’ tornare al lavoro – aggiunge -, in
particolare se e’ in condizione di disabilita’, e’ un momento di
vittoria e di ritrovata forza per ricominciare a vivere la
quotidianita’, ed e’ importantissimo che questo possa avvenire, ma
e’ anche un passo non privo di difficolta’”.

UN VERO REINSERIMENTO – “Anche a causa del fatto che spesso le
patologie gravi lasciano segni indelebili, si tratta di un vero
e proprio reinserimento – conclude -: la delibera ha lo scopo di
accompagnare, sostenere e alleviare questo passaggio, che ha due
binari che viaggiano paralleli: non solo il lavoratore, ma anche
l’azienda che ne accoglie il ritorno ricevera’ il sostegno e il
contributo di Regione”. (Lnews)

mam

La strage di Bologna non è fascista

La strage di Bologna non è fascista, come ebbe a dire, giustamente, in ritardo ma con assoluto coraggio e autentico senso della giustizia, il presidente della repubblica, onorevole Francesco Cossiga, persona certamente informata, per anni ministro degli interni e uomo di fiducia dei servizi segreti occidentali e atlantici. Quella infame strage va inquadrata nella doppia contrapposizione internazionae USA-URSS e Israele-Palestina, con l’Italia, povero scacchiere di guerre altrui. Esprimo le mie sincere e sentite condoglianze alle famiglie delle vittime ma anche la mia solidarietà ai camerati ingiustamente accusati e perseguitati per anni. La verità su tutte le infami stragi che ci sono state in Italia, la sapremo solo e quando ci libereremo del guinzaglio NATO e della museruola USA.

ROBERTO JONGHI LAVARINI