i ragazzi di via dell’Unione

I RAGAZZI DI VIA DELL’UNIONE

Ci ritrovavamo in una bella sede in via dell’Unione a Milano. Guido Bombarda, Guido Giraudo, Carlo e Marco Venturino ed io, insieme ad altri baldi giovanotti: Riccardo, Valentina, Massimo e altri ancora, fra i quali il caro Marco Mantovani che oggi vive in Africa. Erano gli anni ’70, e noi non volevamo sconfiggere quel comunismo che sembrava avesse già vinto, volevamo sventolare la nostra bandiera. Testimoniare, insomma, ciò che eravamo. Nelle scuole ci isolavano come appestati, gli angoli delle strade li prendevamo larghi, perché dietro il cantone potevano essere lì ad aspettarci – dieci contro uno – con le chiavi inglesi marca Hazet, del numero 36. Poi un giorno la sede fu bruciata. Fecero così: spinsero in mezzo alla strada le auto che erano parcheggiate ai lati e così bloccarono gli accessi. Salirono al piano, sfondarono la porta e allagarono con la benzina, poi accesero il fiammifero. Succedeva questo, nella Milano degli anni ’70. E pensare che in via dell’Unione c’era, come c’è anche ora, una caserma della Polizia.
Continuammo a vederci in un vasto scantinato blindato messoci a disposizione – come già la sede bruciata – da un profugo dalla Romania, una Guardia di Ferro sfuggita ai locali bagni di sangue, il nostro dominus. Poi ci separammo: Carlo, Marco e Guido Giraudo fondarono il gruppo di musica alternativa “Amici del Vento” che ebbe il successo che tutti, nel nostro ambiente, ben sanno. Carlo Venturino morì in uno stupido incidente in moto, lasciandoci tutti sgomenti. Guido Bombarda, unitosi con la carissima sposa Rita, unì alla professione di costruttore la carriera politica.
Ora Guido è morto, colpito dal male che non perdona. Dopo gli anni formidabili l’ho rivisto poche volte. Lo penso con la sua aria calma, con le sue manifestazioni di buon senso. Era colui che ci richiamava sulla terra dopo i voli pindarici: Julius Evola o Giovanni Gentile, Pareto o Guénon? Io ero per Gentile, ma non perché lo avessi capito (non l’ho capito bene neanche oggi) ma perché Evola col suo algido superomismo mi sembrava un folle, e un folle cattivo. Basta chiacchiere, ora vediamo cosa fare, diceva Guido Bombarda. Ecco, un altro per cui pregare. Sarà la preghiera di un peccatore amico mio, ma non ti mancherà.
Alfonso INDELICATO

Garbagnate Milanese CONFERENZA STAMPA del vice Sindaco

Sabato 21 aprile 2018, alle ore 11.00
presso lo studio medico Bucci
Via Trieste 85 a Garbagnate Milanese

CONFERENZA STAMPA

del vice Sindaco, Dott. GIOVANNI BUCCI

(assessore alle politiche sociali e giovanili)

e del consigliere comunale MARCO FESTA

eletti, nel 2017, con la LISTA CIVICA

che aderiscono a FRATELLI D’ITALIA

interverranno l’On. Avv. IGNAZIO LA RUSSA

(vice presidente del Senato della Repubblica)

e ROBERTO JONGHI LAVARINI

(presidente del circolo Fare Fronte di FDI)

La notizia è politicamente importante, innanzitutto, perchè si tratta della prima giunta “identitaria e sovranista” d’Italia, ovvero il primo comune governato da una maggioranza di destra-destra Fratelli d’Italia-Lega. Non solo, quella di Giovanni Bucci e di Marco Festa è solo la prima adesione, perchè il loro storico e radicato movimento civico, Insieme per l’Italia, è in contatto con decine di amministratori locali in tutta la Lombardia, ma anche in Piemonte e Liguria, eletti in liste civiche, che sono pronti a sostenere il progetto patriottico di Fratelli d’Italia e Giorgia Meloni.

INFO: 328.0735000 (anche SMS e Whatsapp)

Tentativo di Frode alle GpG ITALIANE

Tentativo di Frode alle GpG ITALIANE
In questi giorni da ex sindacalista, ho approfondito il tema del rinnovo contrattuale delle Guardie Particolari Giurate, al centro di polemiche in vista dello sciopero generale indetto per il 04 Maggio 2018, atto legittimato dalla vergognosa proposta di rinnovo presentata dalle associazioni datoriali.

Ora considerate le responsabilità delle parti sociali ed istituzionali che abolendo la scala mobile, oppure omettendo la sorveglianza del comparto, maturano alcuni quesiti, in quanto secondo giurisprudenza consolidata ogni contratto di categoria non può derogare in pejus la vigente legislazione dello Stato Italiano, cosa che invece pare vogliano ottenere le associazioni datoriali, con una piattaforma contra legem in ogni suo passaggio, visto e considerato alcuni aspetti normativi sul generis, tipo, la modifica in pejus di una legge come la 104/92, la modifica in pejus delle clausole sociali, la modifica in pejus dei sistemi di riposo fisiologico in violazione alle norme di sicurezza sul lavoro, la modifica in pejus del sistema orario minimo tabellare in violazione alle norme di sicurezza sul lavoro, ecc.

Considerato altresì che ogni riformulazione in pejus di quanto innanzi anticipato ed appurato, l’esser contra legem, indi in potenziale configurazione di reato, a partire dall’istigazione a delinquere, sii perché proporre di compiere una Frode a terzi (OO. SS.) per cagionare a se stessi (ASS. DATORIALI) un ingiusto profitto con un azione CONTRA LEGEM, è reato, considerata poi l’aggravante del consumo del reato a danno di soggetto inerme ed indifeso, in quanto non va dimenticato che la categoria di cui si discute può essere oggetto di precetto.

In conclusione, credo fermamente che le parti sociali, dovrebbero informare con circostanziata querela, non solo l’Autorità Giudiziaria, ma anche quelle Istituzioni in Omissione dei Propri Doveri di Ufficio che con il loro mancato agire consentono il consumo di reati, nonché pongono a rischio la sicurezza pubblica e la tenuta sociale del sistema, altrimenti a cosa servono le Parti Sociali o meglio i Sindacati, se non a perorare le cause dei LAVORATORI e soprattutto, a cosa servono le ISTITUZIONI, purtroppo questa è solo teoria visto i risultati a danno delle Guardie Giurate D’Italia, di cui sono RESPONSABILI le Istituzioni, le Parti Sociali e le Organizzazioni Sindacali, questo è solo un esempio su di una categoria professionale, pensate quante altre responsabilità hanno tutti questi attori.

Nell’auspicio che queste OO. SS. poi non scendano ai compromessi innanzi citati o di altra natura, al fine di contribuire alla scomparsa di un settore produttivo come quello della sicurezza privata armata, auguriamo alle GpG D’Italia un futuro più sicuro e dignitoso di quello avuto negli ultimi anni.

Povera Italia

EP
POLITICA PER IL POPOLO ITALIANO

il gruppo anomalo di LEU

Caro Giuseppe,

Allego copia del report informativo sulla questione relativa all’operato dell’On.le Fico (M5S) il quale avrebbe concesso in deroga al regolamento della Camera dei Deputati la costituzione del gruppo parlamentare di Liberi e Uguali con un numero inferiore a quanto previsto.

Posto che sia vera la notizia, detto regolamento prevede effettivamente un numero minimo di 20 deputati alla Camera e di 10 senatori al Senato al fine di poter costituire un gruppo parlamentare ma è altrettanto vero che detto regolamento prevede la possibilità di derogarvi, ponendo in essere un pericoloso precedente poichè non credo (ma non ne sono certo) che in passato i gruppi parlamentari abbiano mai goduto di tale deroga, specialmente a favore di un partito come LeU il quale rappresenta una percentuale irrisoria dell’arco parlamentare, che non sposterebbe di molto la situazione.
Per converso, l’operazione di Fico potrebbe avere un senso se per caso dei fuoriusciti del PD che eventualmente dovessero confluire in LeU (il partito più vicino al PD stesso) andassero così ad incrementare il “gruppetto” parlamentare in deroga, portandolo a certi livelli, per poi quindi fare leva su di essso per avere i numeri in futuro alla Camera, per ovvie ragioni, al fine di effettuare azioni di governo basate su una certa sicurezza di poter portare a termine dei progetti di lavoro.
In sostanza, un “do ut des” in prospettiva, finalizzato alla maggioranza in seno alla Camera dei Deputati.

http://leg15.camera.it/organiparlamentarism/239/259/documentotesto.asp

Giuseppe Criseo presidente RETE SOCIALE ITALIANA