AMBIENTE E EMERGENZE da QUI RIPARTE L’ITALIA

https://www.varesepress.info/2017/10/baceno-luca-mercalli/

Trasformare un problema in una risorsa? Si potrebbe fare.
L’italia e’ un paese a rischio per carenze idriche, terremoti e incendi.

Tutte cose provocate dalle attività umane come ha precisato ieri sera Luca Mercalli famoso meteorologo in una serata ben congegnata.
Sappiamo dei rischi eppure non ci muoviamo, come mai? La politica italiana e’ quella degli 80 euro, del ritorno delle mummie, o degli illusi giovanotti che aspettano gli venga consegnato il Belpaese e poi forse penseranno a qualche soluzione.
Nel frattempo i problemi crescono, la pensione, il lavoro precario, i servizi, l’inquinamento? Ci penseranno a modo loro dopo le elezioni, per ora l’interesse e’ quello delle ” sparate” per accaparrarsi il voto in Sicilia e poi nel resto d’Italia.
Miracoli non se ne possono fare, però… se si cominciasse a fare un piano nazionale serio ci sarebbe davvero la soluzione: ambiente, turismo e arte, con agricoltura di alto livello possono fare ripartire l’Italia.
Ci vuole una classe politica degna e con valori etici ( poveri noi), noi che possiamo fare? Nel nostro piccolo, mettere assieme un “pensatoio” di gente che ha a cuore le sorti di tutti noi, noi chi? Noi che siamo fuori dai privilegi, dalle coop e dalle banche, dal mondo degli affari sporchi, facendo gruppo e sorreggendosi a vicenda, uomini di buona volontà: qualche idea c’e’ come lanciato all’inizio della presente, ci vuole coraggio, senso dello Stato e buoni principi.
Fatevi avanti: retesocialeitaliana@gmail.com

Il presidente
Giuseppe Criseo

SOMMA SENZA SERVIZIO POSTALE di Poste Italiane.

SOMMA SENZA SERVIZIO POSTALE, ci riferiamo ovviamente al servizio postale di Poste Italiane.
Comunicato di RETE SOCIALE ITALIANA, https://www.retesocialeitaliana.it/

Precisiamo, visto che da tempo ci sono alternative per il recapito della posta con altre aziende private.” avviso chiusura temporanea dal 25 ottobre al 25 ottobre l’ufficio sarà chiuso per motivi infrastrutturali”.
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Seguono le scuse e la possibilità di rivolgersi ad altri uffici postali: Arsago e Cardano.

A parte che c’è pure l’ufficio di Vergiate ancora più vicino di quello di Cardano e non si capisce come mai non venga citato…

Nessuno nega che ci possano e debbano essere motivazioni di legge o commerciali per l’adeguamento degli uffici, ma i motivi veri di questo disservizio non si sanno e non vengono spiegati agli utenti che comunque hanno un disagio.

I pensionati ad esempio, che di solito pagano i bollettini a prezzo scontato e non hanno familiarità con altri servizi online, di solito si recano in posta o a piedi o in bicicletta, oppure si fanno accompagnare per evitare di essere rapinati quando prelevano la pensione, hanno obiettivamente un disagio e una difficoltà a recarsi in altri uffici, fuori paese si intende.

Ne parliamo a seguito delle lamentele che ci sono arrivate e noi che come dice il nome dell’associazione Rete Sociale, non intendiamo sottovalutare quanto avviene nel territorio e che abbia risvolto sociali e collettivi.

Aggiungiamo che comunque non si sono visti avvisi nel comune, e che l’ufficio principale è chiuso ci dicono, da una settimana circa e quindi nel frattempo sarebbe stato opportuno rinforzare e non chiudere anche (e speriamo sia per un giorno solo), l’ufficio secondario.

Ci sono dei lavori importanti da fare? Benissimo, speriamo che servano a sveltire e diminuire i tempi di attesa, seppure la sede scelta non abbia sufficienti parcheggi e la sua collazione quando fu ristrutturata non era la soluzione migliore per la sua ubicazione, come dissi a suo tempo.

Il cartello appeso sulla porta è comunque generico e non indica un fine lavori neppure presunto e l’altro ufficio con due sole persone non ce la può fare a sostituirlo, sia per numero di impiegati, che per gli orari e neppure per le attrezzature: giù segnalato l’incredibile carenza della postazione completa con stampante di cui è dotata solo una delle addette e di cui aspettiamo ancora riposta nel merito da parte di Poste Italiane.

Non parliamo poi delle lamentele continue e ripetute nei recapiti più volte segnalati e mai avuto risposte precise.

Una situazione da tenere sotto controllo, quella dei recapiti, per i suoi aspetti economici non indifferenti per li utenti.
Il mancato arrivo a destinazione della posta particolarmente urgente e importante come bollette e fatture ha causato disservizi e costi supplementari con i gestori di energia oppure nei confronti di banche e agenzie di prestito.
Attendiamo tempi certi e miglioramenti sia dei servizi sopra indicati ma anche per quanto riguarda i tempi di erogazione e le sedi pienamente operative.

Giuseppe Criseo- Presidente- Rete Sociale Italiana
25.10.2017

Coop ritira dai supermercati “Fiocchi avena”: presenza di larve di insetto tipico dei cereali.

Coop ritira dai supermercati “Fiocchi avena”: presenza di larve di insetto tipico dei cereali.

COOP ha ritirato dagli scaffali dei suoi supermercati una partita di “Fiocchi avena” che secondo i riscontri contiene larve di insetti tipico dei cereali. La partita interessata è un lotto di fiocchi di avena 500g con scadenza 07/09/2018 EAN13 8002885011128 prodotta da Fiorentini Alimentari S.p.A., Strada del Francese 156 – 10156 Torino (TO). Adesso si è alla ricerca della causa all’interno della filiera, visto che nella linea di produzione non risultano esserci problemi. Da un punto di vista sanitario, osserva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, associazione ormai punto di riferimento per la sicurezza alimentare, si tratta di larve di farfalline che a volte si trovano nella pasta, nel riso o nelle confezioni di cereali che restano troppo a lungo nella dispensa di casa. La COOP consiglia di riportare al punto vendita solamente il lotto segnalato.

Lecce, 12 ottobre 2017

Giovanni D’AGATA

Il Rosatellum: la politica come virtuosismo funebre

Il Rosatellum: la politica come virtuosismo funebre

Approvato ieri alla Camera il disegno di legge elettorale che assicura l’ingovernabilità. Ne sono responsabili il Pd, Lega Nord, Forza Italia, verdiniani, fittiani, Civici e Innovatori. Forse però “civici” è un refuso. Forse è “cinici”. Sull'”innovatori” stendiamo un velo pietoso, come il sudario del Cristo velato del Sanmartino nella Cappella Sansevero.

Una legge elettorale che scontenta tutti, dicono, e che forse proprio per questo è buona. Ma non è vero che scontenta tutti. Accontenta tutti coloro che non intendono la politica come governo della cosa pubblica e – l’abbiamo visto ieri – sono la maggioranza degli astanti alla Camera.

Ettore Rosato, il personaggio bigio eponimo, capogruppo del Pd alla Camera, ha twittato: «Ora il Parlamento sia responsabile». Ora che ha in mano una legge per solidi governi, forse intendeva. E mentiva. Spudoratamente. O manifestava un’ancor più spudorata ignoranza.

Con questa legge che prevede un terzo dei deputati eletti con l’uninominale ed i due terzi col proporzionale oggi non sarebbe possibile nessuna coalizione maggioritaria. Né lo sarebbe secondo ragionevoli previsioni.

È pazzesco. Pensateci bene. Su questa indecenza è stata posta la fiducia. È un attentato alla democrazia. Riuscito. O che riuscirà a breve, in Senato.

Continuate a votare questa gente. O il Movimento 5 Stelle, che nel 2013 prese il 25% e lo buttò alle ortiche. A chi fece il favore? E se erano come erano elezioni democratiche che senso ebbe parteciparvi al di fuori di una logica di coalizione? O il 51% o niente! O erano e sono incoscienti o volevano e vogliono ancora il niente.

A presto.

Edoardo Varini

(13/10/2017)

“VERGOGNOSO IL DEGRADO DEI GIARDINI MONTANELLI A MILANO.”

“VERGOGNOSO IL DEGRADO DEI GIARDINI MONTANELLI A MILANO. UN PLAUSO ALL’IMPEGNO DEI CITTADINI, MA LE ISTITUZIONI NON POSSONO RIMANERE SORDE”
L’APPELLO DELLA CONSIGLIERA REGIONALE DELLA LOMBARDIA, MARIA TERESA BALDINI

Pulizia carente, siringhe e condom abbandonati qua e là. È la situazione in cui versano i Giardini Montanelli in Porta Venezia a Milano, dove nei giorni scorsi la consigliera regionale della Lombardia, Maria Teresa Baldini, si è recata per un sopralluogo.
“Lo scenario è davvero indecoroso – evidenzia – con sporcizia ancora ovunque e una situazione che, di fatto, impedisce di fruire dello spazio verde. Senza contare il pericolo sul fronte igienico e sanitario, dato che spesso lì creano giacigli gli extracomunitari. In questo senso è stato preziosissimo il contributo di tanti cittadini volontari di ‘Agiamo’, che si sono impegnati a sistemare parte dei Giardini, con lavori di tinteggiatura e sistemazione del manto erboso, oltre che alla promozione di eventi per cercare di riappropriarsi di quello scampolo verde. Ancora molto c’è da fare e le istituzioni non possono rimanere sorde di fronte a questa situazione – conclude – per questo mi impegno fin da subito a garantire il mio sostegno per qualsiasi altra iniziativa finalizzata a riportare quel parco intitolato a uno dei nostri cittadini più illustri, a nuova vita”.

FUXIA-PEOPLE

Fuxia People – Maria Teresa Baldini
Gruppo Misto Consiglio Regionale della Lombardia

CONSIGLIO DELLA REGIONE LOMBARDIA

Annunci e polemiche relative per i costi delle manutenzioni su caldaie

Riscaldamento sicuro se c’è il “bollino blu”
Scattano i controlli: «Doverosi, ma non si punti solo sulla burocrazia»,Dal 15 ottobre via libera all’accensione dei caloriferi.

comunicato stampa

RETE SOCIALE ITALIANA.IT

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Ogni anno soliti annunci e polemiche relative per i costi delle manutenzioni su caldaie, stufe e camini.

Confartigianato Varese scende in campo per precisare che :”Controlli, manutenzione e pulizia di caldaie, camini e stufe è fondamentale per evitare non solo sanzioni,anche salate, ma soprattutto per non mettere a rischio la salute.”

Cittadini, installatori e manutentori sono chiamati all’appello. Ma lo sono anche gli ispettori che verificano e, nel caso, sanzionano l’utente/cliente. Proprio in questo campo, in linea con il programma identificato da Confartigianato Varese in occasione del congresso provinciale, la regola non deve essere l’eccezione. «A maggior ragione quando si parla di sicurezza e tutela. I controlli sono doverosi e necessari per tutti (la Provincia di Varese li sta effettuando da alcuni giorni e stanno scattando le prime multe) perché la responsabilità è di tutti» dicono gli esperti di Confartigianato Varese.

Il punto e’ dolente, per i costi ma anche per la mancanza di sensibilità e la speranza di farla franca, solito ritornello che non riguarda solo questo settore.

Dal 1988 la Provincia promuove la campagna di sensibilizzazione in tal senso. E i professionisti gongolano e pensano al business:”ra i suoi compiti c’è anche quello di «dire “no” di fronte ad eventuali richieste che potrebbero mettere a rischio la salute e la vita di chi abita, vive e lavora in quell’ambiente ma anche di chi si muove negli ambienti circostanti» confermano alcuni esperti della Provincia. E qui il coinvolgimento si estende agli amministratori di condominio, perché un lavoro o un controllo malfatto comportano seri pericoli non solo per il proprietario dell’appartamento ma anche per tutti gli altri. Per intenderci, una perdita di acqua si può risolvere con una discussione tra condòmini ma una perdita di gas, se causa cortocircuito, può «tirare giù una casa e quelli che ci abitano» dice Paolo Stura, formatore con un’attività pluridecennale alle spalle.”

Per gli sgarra le multe ci sono: le sanzioni amministrative vanno da un minimo di 500 euro ad un massimo di 3mila euro. “Ma, nel caso delle norme di sicurezza sul gas, c’è anche un risvolto penale: chi non osserva queste norme, anche se non ha causato danni a cose o persone, è punibile con l’arresto da due settimane a due anni. Infine ci sono i cittadini, che hanno diritti ma anche doveri. Le loro responsabilità sono dettate dal Codice Civile perché devono incaricare per il controllo dell’impianto – secondo quanto recita la legge – un professionista che sia qualificato dalla Camera di Commercio.”

Il messaggio è chiaro: se vogliamo che il nostro impianto abbia il “bollino blu”, sia sicuro ed efficiente, è fondamentale affidarsi a un professionista con il “bollino blu”.

La precisazione e’ d’obbligo per tutelare gli iscritti a Confartigianato, ma in rete si trovano offerte e prezzi molto diversi, del tipo”

Check up caldaia con compilazione libretto e bollino a 59,90 € invece di 140 €” e di questi tempi, con tanti che non lavorano e quelli che hanno il lavoro magari guadagnano 3 o 4 euro all’ora come in certe cooperative, la pulizia della caldaia per quanto importante, viene messa in secondo piano facendo rischiare magari i vicini.

E’ la dura realtà, di un Paese che stenta a risollevarsi e anzi, si vive per lo più di mance elettorali, sulle spalle dei pensionati e di lavoro precario.

Giuseppe Criseo

Presidente

Rete Sociale Italiana

www.retesocialeitaliana.it

Case Aler via Bolla a Milano, Cecchetti e Salerani: “Prefetto cacci abusivi”

Non possiamo che essere d’accordo con Cecchetti, Milano e’ sempre più lasciata in mano agli abusivi, anche per quanto riguarda gli appartamenti dell’Aler.

Case Aler via Bolla a Milano, Cecchetti e Salerani:
“Prefetto cacci abusivi e riporti la legalità”

Milano, 11 ottobre 2017 – “Il prefetto faccia il suo dovere e intervenga immediatamente per ristabilire legalità e rispetto delle regole negli stabili Aler di via Bolla” E’ la richiesta di Fabrizio Cecchetti, vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia e commissario della Lega Nord di Milano ed Enrico Salerani, capogruppo della Lega Nord in Municipio 8, che ieri hanno avuto un incontro con il presidente di Aler Angelo Sala.

“La situazione – spiegano Cecchetti e Salerani – nei condomini Aler di via Bolla tra i civici 26 -36 e 38 – 48 è allarmante: su 230 appartamenti affittabili ben 75 sono occupati da abusivi e altrettanti sono i casi di morosità, sia colpevole che incolpevole, che ovviamente producono ad Aler Milano un grande danno economico. Occorre combattere il degrado e cacciare gli abusivi per ristabilire subito la legalità e destinare gli appartamenti alle famiglie di gente per bene in lista per ricevere una casa popolare. Per far ciò è necessario un forte intervento della prefettura che non ha ancora mosso un dito nonostante più volte abbia ricevuto segnalazioni e denunce da parte di Aler stessa. E’ arrivato il momento – concludono Cecchetti e Salerani – che il prefetto di Milano, che dovrebbe garantire la sicurezza ai cittadini, inizi a fare seriamente il proprio lavoro.”

Gallarate. approvato all’unanimità la riapertura di via Matteotti

2017 La giunta di Gallarate presieduta dal sindaco Andrea Cassani ha approvato all’unanimità la riapertura di via Matteotti (la strada di accesso all’ingresso dell’Istituto Falcone) e contemporaneamente la realizzazione del primo passaggio pedonale rialzato della città. , spiega l’assessore ai Lavori pubblici Sandro Rech, che aggiunge: .
Il tratto interessato dal provvedimento è quello compreso tra la via Cadore e la via Sommariva. Verrà tolta l’area pedonale istituita sette anni fa e la strada diventerà interamente percorribile a senso unico in direzione piazza San Lorenzo, con l’introduzione del limite dei 30 chilometri orari. Verrà di conseguenza istituita una “isola ambientale” all’interno della quale il codice delle strada consente l’attraversamento pedonale rialzato, pensato a tutela della sicurezza degli alunni del Falcone, che saranno inoltre protetti quanto cammineranno sui marciapiedi dagli archetti posizionati lungo entrambi i lati della strada.
, spiega invece il primo cittadino, .
Ma il primo cittadino pone poi l’accento sulla realizzazione del passaggio pedonale rialzato: .

Milano sicura chiede la certezza di pena-tutte le foto



Basta con il femminicidio, stop agli sconti di pena per stupratori , pena certa da scontare: le donne del Comitato Milano Sicura hanno raccolto firme davanti al Tribunale di Milano, per chiedere la certezza della pena per tutti quegli stupratori e killer di donne,rei confessi ma che dopo pochi anni escono dal carcere per grazia ricevuta da qualche toga.
Firme per supportare una proposta di legge per chiedere… che la legge venga applicata.Siamo all’assurdo.
Sabrina, del Comitato , ha improvvisato così per le donne che passavano davanti al Tribunale ( avvocatesse comprese) una breve lezione di karatè : qualche consiglio tecnico per donne sole, soprese di notte da un maniaco: come immobilizzarlo e come darsi alla fuga. Tutorial per una Milano sempre più’ insicura.
Il comitato Milano Sicura promette: presto si replica.
Video di Claudio Bernieri ( un grazie alla Olympus per la colonna sonora, video girato con digital camera E-M5 mark II)

“LA CENA FA SCHIFO”, RIVOLTA DEI DETENUTI

“LA CENA FA SCHIFO”, RIVOLTA DEI DETENUTI MAGGIORENNI NEL CARCERE MINORILE. FIAMME E FUOCO NELLE CELLE. DURA PROTESTA DEL SAPPE

 

Resta altissima la tensione nel carcere minorile BECCARIA di Milano. Lo denuncia con forza il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, il primo e più rappresentativo della Categoria, da tempo in prima linea a sollecitare provvedimenti urgenti per il penitenziario milanese. L’ultimo, grave, evento critico lo ricostruisce Alfonso Greco, segretario regionale SAPPE per la Lombardia: “Questa notte c’è stato l’ennesimo incendio in una sezione del Beccaria, dove i detenuti hanno protestato per la cena. La cena era cosi immangiabile, a loro dire, che valeva la pena dar fuoco in tutte le celle della sezione Giovani Adulti. Il SAPPE non può che far notare che proprio la sezione Giovani Adulti, quella con i maggiorenni, ha messo in pericolo la sicurezza di una struttura che per mille altri motivi sta implodendo (solo qualche giorno fa uno psichiatrico aveva mandato in ospedale due poliziotti penitenziari). Il SAPPE auspica vivamente che vengano presi provvedimenti seri, perché solo la bravura e la prontezza del personale di Polizia Penitenziaria in servizio ha fatto si che nessuno si facesse male. Ormai i colleghi sono diventati cosi esperti a spegnere incendi da far concorrenza ai vigili del fuoco, ma questa NON deve essere “normale amministrazione”. Detto ciò, ci chiediamo, verranno presi provvedimenti per questi giovani adulti che pensano di mettere in scacco un’istituzione con i loro gesti? O verranno solo addebitati suppellettili che non pagheranno mai? Verranno dati dei riconoscimenti a questi poliziotti penitenziari che lavorano in condizioni pietose e nonostante ciò riescono sempre a salvare la loro pelle e di quelli che sono ristretti? O cadrà nel dimenticatoio come tanti altri gesti eroici dei Baschi Azzurri di Beccaria?”

“E’ stata un’esperienza allucinante, gestita con grande sangue freddo e professionalità dai bravi Agenti di Polizia Penitenziaria”, commenta il Segretario Generale SAPPE Donato  Capece. “Il sistema penitenziario, per adulti e minori, si sta sgretolando ogni giorno di più. Lo diciamo da tempo, inascoltati: la sicurezza interna delle carceri è stata annientata da provvedimenti scellerati come la vigilanza dinamica e il regime aperto, dall’aver tolto le sentinelle della Polizia Penitenziaria di sorveglianza dalle mura di cinta delle carceri, dalla mancanza di personale – servono almeno 8.000 nuovi Agenti rispetto alle necessità, ed invece sono state autorizzate solamente 305 nuove assunzioni… -, dal mancato finanziamento per i servizi anti intrusione e anti scavalcamento, dalla irragionevole decisione di mettere per legge uomini di 25 anni in carceri per minori ? E l’Amministrazione Penitenziaria da Santi Consolo, invece che intervenire concretamente con provvedimenti urgenti, pensa di mettere un bavaglio ai Sindacati che danno notizia di quel che avviene in carcere, come ad esempio queste gravi aggressioni ai nostri poliziotti, diffidandoci dal darne notizie. Ma il carcere deve essere una casa di vetro, trasparente, perché non si deve nascondere nulla…”.

Capece sottolinea: “Il sistema delle carceri non regge più, è farraginoso. Sono state tolte, ovunque, le sentinelle della Polizia Penitenziaria sulle mura di cinta delle carceri, e questo è gravissimo. I vertici dell’Amministrazione Penitenziaria e quelli della Giustizia Minorile e di Comunità hanno smantellato le politiche di sicurezza delle carceri preferendo una vigilanza dinamica e il regime penitenziario aperto, con detenuti fuori dalle celle per almeno 8 ore al giorno con controlli sporadici e occasionali. Da quando sono stati introdotti nelle carceri vigilanza dinamica e regime penitenziario aperto sono decuplicati eventi gli eventi critici in carcere”, conclude il leader del SAPPE. “Se è vero che il 95% dei detenuti sta fuori dalle celle tra le 8 e le 10 ore al giorno, è altrettanto vero che non tutti sono impegnati in attività lavorative e che anzi trascorrono il giorno a non far nulla. Ed è grave che sia aumentano il numero degli eventi critici nelle carceri da quando sono stati introdotti vigilanza dinamica e regime penitenziario aperto. Mancano Agenti di Polizia Penitenziaria e queste sono le conseguenze. E coloro hanno la responsabilità di guidare il Ministero della Giustizia, l’Amministrazione Penitenziaria e quella della Giustizia minorile dovrebbero seriamente riflettere sul loro ruolo dopo tutti questi fallimenti”. 

 

Roma, 10 ottobre 2017

 

 

Dott. Donato CAPECE – segretario generale SAPPE