Governo Illegittimo

 Con una sentenza qualche anno fa fu dichiarato illegittimo il sistema elettorale che portò al governo gli attuali governanti, che poi scambia ndosi incarichi ecc. nonostante tutto sono ancora li in barba alla Costituzione Italiana, questo per i loro privilegi ovviamente, come lo sono i reintegri nella PDS dei condannati per il G8 mentre idonei e vincitori di concorso attendono  da anni l’arruolamento nei ranghi, ma questo è solo un esempio di un dossier politico più corposo raccolto in anni di attività.

Per questo motivo mi chiedo quanto ancora vorranno spremere il Popolo Italiano prima che lo stesso insorga?
Compatrioti ci stanno togliendo il diritto al lavoro, al futuro, alla vita.

Uniti si Vince
Sotto un unica bandiera, quella dell’ITALIA!

Libia, Taroni: L’Italia si muova in modo unilaterale e tuteli gli interessi nazionali

Libia, Taroni: L’Italia si muova in modo unilaterale e tuteli gli interessi nazionali

(AGENPARL) – Roma, 24 lug 2017- L’Italia è stata ‘tagliata fuori ’ dall’iniziativa bilaterale francese che domani vedrà a Parigi Fayez al Serraj e il generale Khalifa Haftar colloquiare con il presidente Emmanuel Macron sulla crisi della Libia.

Nei giorni scorsi avevo suggerito che l’Italia avrebbe dovuto con una mossa politico-economica accettare e poi riunire anche le vere forze del parlamento di Tobruk con il generale vincente Khalifa Haftar (che recentemente ha conquistato Bengasi), più il presidente dell’Egitto Abd al-Fattah al-Sisi e gli Emirati alle spalle, più la potenza economica ed unificativa già dimostrata da parte del figlio di Gaddafi che è l’unico e il solo uomo capace di unire diverse tribù e far tornare la pace nella grande Libia con la sua posizione iperstrategica soprattutto per l’Europa.

Continuo a chiedere al Governo che è opportuno che l’Italia si muova anche in modo unilaterale ed affronti la situazione, prima che venga isolata (ed economicamente sostituita) come sta accadendo oggi a seguito dei colloqui di domani a Parigi.

L’Italia deve avere più coraggio in politica estera e la deve smettere di continuare in tatticismi inutili che non portano ad alcun risultato.

Il Governo deve iniziare a tutelare gli interessi nazionali e può fare questo solo prendendo in mano la situazione della crisi libica e questo lo dovrà fare domani dopo un possibile fallimento dei colloqui parigini voluti dal Presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron, viste comunque le resistenze di tantissimi libici nei confronti dei francesi.

L’Italia si renda protagonista di sbloccare i fondi libici di Gheddafi che sono finora nelle mani di alcuni Paesi in maniera da restituire tali ingenti somme al popolo libico non escludendo il Parlamento di Tobruk con la forza militare alle spalle, l’unico che potrebbe garantire la sicurezza dei suoi confini e la fine del traffico dei migranti.

La realpolitik italiana dovrebbe essere quella di coinvolgere le parti in modo tale da riguadagnare la fiducia della popolazione libica, estromettendo in questo modo i vari furbetti che in questa situazione stanno lucrando a scapito delle vite umane.

Lo dichiara Leo Taroni in una nota.

INQUILINO STRANIERO IRREPERIBILE CHI PAGA LE SPESE?

INQUILINO STRANIERO IRREPERIBILE CHI PAGA LE SPESE?
By admin – 27 luglio 2017019
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Crescono le segnalazioni per le inadempienze contrattuali a carico di condomini e proprietari da parte di italiani e non.

«Finora – evidenzia nella sua relazione l’amministratore – i condomini hanno anticipato in parti uguali la somma di 15.398 euro, di cui 12.261 nell’esercizio 2012/14 e 3.137 nell’esercizio 2014/15».

Adesso dicono basta.

Un caso successo a Pordenone, ma purtroppo non e’ l’unico.

Saranno le difficoltà lavorative, o la cattiva volontà oppure l’abbandono dell’Italia per finire in altri paesi europei, i casi sono vari, ma li accomuna una montagna di problemi per gli altri inquilini se si tratta di un condominio, oppure per il proprietario di casa.

Differenza tra italiani e non?

Gli italiani si riescono a rintracciare e forse a fare pagare le spese come luce e gas e lasciate in sospese, soprattutto se erano intestatari delle utente a loro dedicate, con gli stranieri e’ molto più difficile soprattutto se lasciano l’Italia.

E’ costo e complicato recuperare un credito ma tra privati ma poi quando ci sono di mezzo i gestori di energia, l’affare diventa ancora più difficile.

Se avete un inquilino che non ha pagato luce e gas ed era intestatario del contatore e non si riesce più a trovare come fare?

I gestori dell’energia non riattaccano i contatori, se non con spese , ma c’e’ un’altra difficoltà: occorre risalire all’azienda erogatrice. Consigli di uno dei tanti siti:

Chi contattare per conoscere il fornitore di luce e gas?

Puoi scegliere tra due possibilità :

Inviare una richiesta allo sportello del Consumatore, inviando un fax
http://luce-gas.it/attualita/11330-come-conoscere-fornitore-luce-gas
Contattare il distributoredell’energia elettrica o del gas
Il dubbio viene se non si sa con chi ha il contratto l’inquilino e questi se “scappa” non lo ha comunicato al proprietario che non può risalire facilmente perche’ non può aprire la posta dell’inquilino per le privacy…

Sono tanti piccoli problemi quotidiani con spese, lungaggini burocratiche e magari legali a cui si può incappare con gli inquilini morosi italiani, ma ancora peggio con gli stranieri che spariscono senza lasciare traccia.

Intendiamoci, non vogliamo generalizzare ma ci sono frequenti segnalazioni in tal senso, e anche di questi aspetti chi fa politica in Europa, dovrebbe assicurarsi che ci siano accordi chiari e concreti per tutelare i proprietari di casi oppure semplici condomini che già hanno tante spese e non si devono accollare anche quelle non dovute.

Giuseppe Criseo

Varese Press

prof. Augusto Sinagra, professore ordinario di diritto delle comunità europee presso La Sapienza a Roma.

prof. Augusto Sinagra, professore ordinario di diritto delle comunità europee presso La Sapienza a Roma.
LETTERA APERTA ALLA SIGNORA LAURA BOLDRINI da parte del Prof. Augusto Sinagra, docente ordinario di diritto delle comunità europeee alla Sapienza di Roma.

***

Gentile Signora, in occasione delle onoranze ai Caduti della RSI al Campo X del Cimitero Monumentale Musocco di Milano il suo antifascismo ha palesato una delle sue punte più acute. Le racconto una cosa: quando nel 1925 a seguito della morte di Giacomo Matteotti il non ancora “Regime” traballò, si racconta che Benito Mussolini chiese a Vittorio Emanuele Orlando di assumere la presidenza del Regio Senato. Questi rifiutò osservando che mai avrebbe assunto la presidenza del Senato se non vi era libertà per i cittadini di associarsi in qualsivoglia Partito politico.
Mussolini replicò che se avesse assunto la presidenza del Senato egli avrebbe disciolto il PNF.
Ma Orlando replicò che ancor meno avrebbe assunto la presidenza del Senato se fosse stato precluso a qualsivoglia cittadino di costituire ed associarsi anche nel Partito Nazionale Fascista.
Non so se lei ha capito cosa vuol dire questa narrazione. Penso che lei farà finta di non capire perché lei è un corpo estraneo alla democrazia; lei è espressione di un partito politico minimale non solo sul piano numerico ma soprattutto sul piano propositivo.

Lei è stata eletta Presidente della Camera (dico “Presidente” e non “Presidenta” per non storpiare la lingua italiana) all’esito di intese partitiche alle quali i cittadini e la democrazia sono rimasti estranei.
Lei non sa nulla di fascismo e il suo antifascismo è solo strumentale alla pur comprensibile sua esigenza di dare una giustificazione alla sua stessa esistenza. Se poi il fascismo viene dogmaticamente assunto come “violenza”, la invito a riflettere sul fatto che vi sono due tipi di violenza: quella fisica e quella morale. Alla prima si può resistere, alla seconda non si può e lei non si rende conto di esercitare una continua violenza morale. Non ne perde l’occasione anche quando, tra le altre cose, pretende di imporre il suo punto di vista a proposito delle invasioni migratorie che subisce il nostro Paese. Perché lei lo faccia, francamente non mi interessa.
Evidentemente è uno dei suoi problemi, come quello della rimozione dell’Obelisco Mussolini al Foro Italico di Roma. La storia non si cancella, egregia Signora, e al fondo vedo un’attitudine palesemente rivolta alla paura quando lei sollecita imperiosamente iniziative censorie di immagini ed opinioni su facebook rievocative del fascismo. Mi fermo qui, egregia Signora. Discutere con lei non ha rilievo culturale. Voglio tuttavia colmare una delle sue molte lacune storiche: i responsabili del sequestro dell’On. Giacomo Matteotti furono condannati a 16 anni di reclusione dalla Corte di Assise di Chieti per omicidio preterintenzionale. Ma si sa, la Corte di Assise di Chieti era condizionata dal Regime. Pensi che i tre erano difesi dall’On. Roberto Farinacci!!! Dunque, il processo fu ricelebrato a Roma dinanzi alla Corte di Assise speciale nel 1948 e i tre, difesi dall’antifascista Vittori Ambrosini, ebbero la pena ridotta a 14 anni! Sempre per omicidio preterintenzionale. Si faccia spiegare dai suoi collaboratori alla Camera dei Deputati cosa significa omicidio preterintenzionale. Le auguro le migliori cose per questo scorcio di legislatura perché lei non sarà più rieletta Presidente della Camera.

prof. Augusto Sinagra, professore ordinario di diritto delle comunità europee presso La Sapienza a Roma.

Profugo in Autostrada

A causa di questa temeraria impresa oggetto di un video comparso sui social dove l’agente di ps in servizio presso la PolStrada ironizzava sul tema di dominio pubblico delle risorse della Boldrini, per il qual motivo è stato poi sospeso, credo fermamente in modo ingiusto ed arbitrario.; post gli accertamenti di polizia, quali identificazione ecc. è emerso che il soggetto ha ringraziato gli Agenti di Polizia perché gli hanno salvato la vita avendo per errore preso la superstrada.

Quindi mi auspico che il Presidente della Camera On. Boldrini annulli immediatamente ogni azione ritorsiva contro l’agente di PS e che oltre alla restituzione del maltolto, chieda scusa a tutta la Polizia di Stato, anche visto il reintegro di parte dei funzionari condannati per il G8, essendovi molti aspiranti in attesa da più di 15 anni.

EP

EP
Security Specialist S.M.

VENTIMIGLIA,COISP:Noi soli e senza mezzi di fronte a fenomeno non più gestibile”

A Ventimiglia poliziotto perde la pazienza con immigrato, il Coisp: “Ennesimo scandalo? No, ennesima prova che esasperazione e sfinimento non si possono dissimulare. Noi soli e senza mezzi di fronte a fenomeno non più gestibile”

“A Ventimiglia un poliziotto ha letteralmente perso la pazienza discutendo con un immigrato e già leggiamo che qualcuno grida all’ennesimo scandalo. Ma la verità è che si tratta solo dell’ennesima prova dello sfinimento e dell’esasperazione di donne e uomini in divisa lasciati completamente soli e senza mezzi a fronteggiare un fenomeno di proporzioni non più gestibili stando così le cose. Solo che si continua a ignorare il fatto che i livelli di tensione sono giunti a un punto tale da richiedere ben altre soluzioni. Ecco qual è la verità”.
Domenico Pianese, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, interviene indignato dopo che i media hanno attaccato ancora una volta un agente di Polizia secondo alcuni reo, questa volta, di aver avuto un comportamento discriminatorio nei confronti di un immigrato che rifiutava di allontanarsi dalla stazione di Ventimiglia.
“Siamo sinceramente stanchi di assistere a questa continua crocifissione dei colleghi impegnati in servizi al limite della resistenza – sottolinea Pianese -.

E’ assurdo e non più sopportabile. E’ invece ora di ammettere che essi sono lo specchio di una realtà troppo dura da reggere sulle sole spalle di chi porta una divisa. Perché così è: dal primo istante ogni problematica connessa all’immigrazione è lasciata unicamente alla nostra gestione, che però dobbiamo attuare senza gli strumenti necessari.

Ma si tratta di un’immigrazione di portata numericamente non più sopportabile per il Paese e per il sistema così come è concepito, e soprattutto per operatori delle Forze dell’Ordine che vi si dedicano senza mezzi, senza orari, senza soluzioni efficaci, senza tutele. E’ esasperante. E continuare a negarlo impegnandosi a tramutare in un caso mediatico un banale sfogo, sorvolando invece sui problemi seri da affrontare, è da irresponsabili, e oltre tutto dimostra la sola e semplice volontà di insistere nell’odiosa caccia alle streghe contro chi porta la divisa”.

Intervista a Marcello Veneziani di Davide Brullo, pubblicata sul Giornale del 12 luglio 2017


Intervista a Marcello Veneziani di Davide Brullo, pubblicata sul Giornale del 12 luglio 2017

La proposta di legge di Fiano e del suo partito di mandare al carcere chi vende gadget ‘fascisti’ o divulga in rete immagini del Duce, mi pare una lotta di retroguardia, che nasconde una insana nostalgia verso le ideologie. Nelle pagine di Storia, infatti, non ci sono innocenti e non si possono eleggere ‘giusti’ per legge. Lei come la pensa?

C’è innanzitutto qualcosa di sproporzionato, di mostruoso, nel demonizzare per 72 anni (e non è finita) un’esperienza che è durata poco più di venti.

C’è poi una ricerca ossessiva di rassicurazioni identitarie per rianimare la sinistra dispersa: l’antifascismo funziona in questo senso da sala rianimazione, restituisce un Nemico Assoluto a un’area che non sa vivere senza un rancore verso qualcuno (Berlusconi, la destra, il populismo) e appena ne declina uno, bisogna rimettere in piedi l’Eterno Fascismo (Ur-fascismo diceva Eco).

E non si distingue più tra il neofascismo politico di una volta e il folclore, il vintage, la civetteria di esibire cimeli fascisti che non hanno alcuna ricaduta politica, ma solo sentimentale e commerciale. Cominciai a seguire la politica i primi anni settanta.

Da allora ciclicamente ma ininterrottamente, sento parlare di un imminente pericolo fascista che serpeggia nella società. Una leggenda metropolitana che serve per rianimare la mobilitazione antifascista.

Perché fa così paura il Ventennio? Perché non studiamo a dovere – al posto di agire con il manganello della legge – cosa è stato il Fascismo? A proposito, cosa è stato?

Il fascismo non si può ridurre solo a qualcosa di criminale. Non lo farei neanche per il comunismo che per estensione, durata, vicinanza temporale, numero di vittime (in tempo di pace, si badi bene) ha prodotto crimini inarrivabili. C’è poi da chiedersi perché ancora tanta gente ha un giudizio positivo del fascismo.

Non si può ricordare del fascismo la violenza, la guerra, la persecuzione razziale (che riguarda il nazismo e solo di riflesso, in modo infame e caricaturale l’ultima fase del fascismo) dimenticando le opere realizzate, la tutela sociale, l’integrazione nazionale,i passi da gigante compiuti dall’Italia nel segno della modernizzazione, la forte passione ideale e civile, il consenso…

Durante il fascismo gli italiani ebbero in assoluto il maggior attaccamento allo stato e maggior fiducia nelle istituzioni, e potrei continuare. Il fascismo fu una rivoluzione conservatrice che modernizzò il paese nel nome di valori e primati tradizionali, cercando di accordare l’avvenire del socialismo con l’eredità della nazione.

Perché, poi, simili posizioni non si esprimono nei riguardi del ‘Che’ o di Stalin o dell’apologia del comunismo – o dell’islamismo, a questo punto?

Il paradosso è che questa ennesima ondata contro il fascismo sorge nell’anno in cui ricorrono i cent’anni dalla Rivoluzione bolscevica.

Sul piano storico, è il comunismo il tema di quest’anno, la sua parabola, i suoi orrori, la stretta linea di continuità tra Lenin e Stalin, il fallimento di ogni comunismo in ogni paese e in ogni tempo, i residui tossici che sono rimasti, il passaggio dal Pc al Pc, nel senso del politically correct, il comunismo dei nostri anni.

Invece il comunismo è totalmente rimosso, confinato in una dimenticata antichità, salvo qualche reperto mitico, come il Che o da noi come Gramsci e Berlinguer.

Gli unici miti spendibili perché sono due comunisti che (per fortuna) non andarono al potere. Come diceva Gomez Davila, gli unici comunisti da rispettare sono quelli che non sono andati al potere.

Le ‘manganellate’ contro la presunta ‘apologia di fascismo’ ricordano simili ‘punizioni’ inflitte a personaggi ritenuti scomodi. Mi riferisco a Ezra Pound, da troppi amministratori scambiato per un tesserato di Casa Pound o a Curzio Malaparte, osteggiato dai più. Viviamo ancora in tempi in cui la cultura è strumentalizzata per puri fini di parte, di partito, elettorali?

La cultura strumentalizzata rientrava ancora in una fase “eroica” in cui si riteneva che annettersi un autore o condannarne un altro avesse un’incidenza effettiva, e un significato.

Oggi la cultura è considerata una zavorra molesta e obsoleta, irrilevante. E nei confronti degli intellettuali non riconducibili alla dominazione corrente non si pratica più la denuncia e la demonizzazione ma, peggio, il silenzio, la finzione d’inesistenza, la non considerazione come autori e scrittori.

Non potendo più eliminare fisicamente il dissidente o il nemico, come accadeva ai tempi di Florenskj e di Gentile, lo si elimina moralmente, si certifica con il silenzio la sua morte civile…

L’ultima della Presidente Boldrini è grottesca. A una televisione locale ha dichiarato, ieri sera, che: ‘passare davanti ai monumenti del fascismo genera disagio a certi partigiani, che si sentono offesi. Non accade altrettanto in Germania dove i simboli del nazismo non ci sono più’. Non ci resta che distruggere i monumenti, l’arte, la letteratura ‘fascista’?

Se dovessimo realizzare il proposito della Boldrini dovremmo dichiarare inagibili quasi tutte le città italiane. Ovunque c’è l’impronta del fascismo e persino nelle zone rase al suolo dal sisma hanno resistito solo gli edifici fascisti. Se non c’è riuscito un terremoto ad abbatterli, figuriamoci se ci riesce un coccodè, sia pure isterico.

Mussolini raccontato dalla nipote

intervista al Giornale dalla nipote Edda Mussolini
mussolini
Per chi non riuscisse ad aprire l’articolo de “Il Giornale” con la mia intervista

12 Luglio 2017
Edda Negri Mussolini, la nipote di quel Mussolini che tutti continuano a tirare per la giacca pure da morto, commenta con Il Giornale.it le ultime dichiarazioni della presidente della Camera ed il ddl Fiano
Elena Barlozzari

Aspetto la prossima trovata della Boldrini. Magari le verrà in mente di cancellarmi persino il cognome”. È ironica Edda Negri Mussolini, la nipote di quel Mussolini che tutti continuano a tirare per la giacca pure da morto. “E sono passati più di settant’anni – insiste – se non ci fosse stato lui, in Italia, di cosa si parlerebbe?”. Edda, a tu per tu con Il Giornale.it, commenta le ultime dichiarazioni della presidente della Camera ed il ddl Fiano. Ripercorrendo anche le polemiche che hanno accolto il suo ultimo libro, scritto a quattro mani con Emma Moriconi, ed intitolato: “Donna Rachele mia nonna, la moglie di Benito Mussolini” (Ed. Minerva)

La Boldrini è tornata a puntare il dito contro i monumenti del Ventennio. Cosa ne pensa?
Che non basta demolire un monumento per cancellare mio nonno. L’epoca fascista non è rappresentata solo dall’obelisco del Foro Italico, ma da case, scuole, ponti, fogne, città di fondazione. Poi ci sono l’Inps, l’Inail, la settimana lavorativa di 40 ore, l’assistenza ospedaliera per i poveri, le pensioni di invalidità e vecchiaia, il Codice Civile e Penale e tantissime altre cose. Insomma a dare retta alla Boldrini bisognerebbe demolire mezza Italia. E poi, quando non ci sarà più nulla da distruggere, chissà se le verrà in mente persino di cancellarmi il cognome.

Perché le polemiche legate a suo nonno non si affievoliscono?
Perché sono i “vincitori” i veri nostalgici, noi invece abbiamo fatto i conti con il passato. Dico questo perché l’ho vissuto sulla mia pelle.

In che senso?
Quando è uscito il libro su mia nonna Rachele, una donna forte che ha saputo attraversare drammi umani e personali enormi, ho ricevuto vari attacchi dall’Anpi. In particolare, a Imola, mi ero resa disponibile ad un confronto pubblico ma loro hanno declinato l’invito diffidandomi dal fare la presentazione. Vuole sapere di cosa mi hanno accusata? Di “minare la loro libertà di parola”. Assurdo.

Alla fine come andò?
Che non mi lasciai intimorire, ma alla presentazione si presentò solo un vecchio partigiano bianco. E ci abbracciammo. Mi raccontò degli anni della guerra civile e delle atrocità che aveva visto commettere proprio ai cosiddetti “liberatori”. Ma era un partigiano bianco e questo la dice lunga. Ho sempre cercato il dialogo ma vecchi e nuovi partigiani non hanno ancora consegnato il passato alla storia.

E del ddl Fiano che tanto scalpore sta suscitando cosa mi dice?
Che è un ddl di distrazione di massa, mi da tanto l’idea che sia stato pensato per distoglierci da cose più importanti. E quando si parla di fascismo, si sa, è facile catalizzare l’attenzione della gente.

Nello specifico, il testo prevede pene severe per chiunque propagandi immagini o contenuti del partito fascista o nazionalsocialista o delle loro ideologie…
Sul web mi imbatto continuamente in contenuti di cattivo gusto o violenti che riguardano mio nonno. Come le foto di piazzale Loreto. Perché non viene punito anche chi diffonde queste immagini? È questa la loro democrazia?

Più di ottomila le copie vendute del suo libro. Cosa cercano i lettori di oggi?
Cercano la verità, tutti questi provvedimenti liberticidi hanno ottenuto l’effetto contrario. La gente è curiosa di andare oltre il politicamente corretto. D’altronde si sa che la storia la scrivono i vincitori.

Sardegna. Occupata la casa di Formigoni dai rom

Ogni tanto le occupazioni non riescono: è il caso della villa al mare in Sardegna di proprietà dell’ex presidente della regione Lombardia, Roberto Formigoni.
La notizia è stata confermata dal quotidiano La Nuova Sardegna.
Si parla della villa di un certo livello visto il personaggio e la zona, Porto Cervo: otto bagni,13 stanze con solarium e piscina, nonché vista sulla baia di Cala di Volpe
I rom si sono giustificati così’: . «Anche i nostri figli hanno diritto ad una vacanza al mare».
Peccato che le ferie sono un diritto per chi lavora, e di solito si dovrebbero pagare, o almeno così dovrebbe funzionare.
Ci fa piacere comunque che il legittimo proprietario ne sia rientrato subito in possesso, auspicando che in altri casi, si parla di case popolari affidate magari a pensionati o famiglie numerose, avvenga la stessa operazione.
In tante città importanti ci sono tutti i giorni occupazioni abusive e i legittimi proprietari sono costretti a sloggiare e se non hanno grandi possibilità economiche restano sulla strada oppure a casa di figli e parenti.
La legge è diversa rapida ed efficiente per i politici importanti.
Ma la legge non si diceva, è uguale per tutti?

Giuseppe Criseo
Rete Sociale Italiana