Mardegan: CASE POPOLARI E FAMIGLIE NUMEROSE, UNA SFIDA IMPOSSIBILE A MILANO?

CASE POPOLARI E FAMIGLIE NUMEROSE, UNA SFIDA IMPOSSIBILE A MILANO?

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Una famiglia con cinque figli vive in un monolocale. Aspettano da oltre due anni che venga loro assegnato un alloggio popolare. Hanno partecipato al bando casa Erp e si sono classificati quinti su 23mila richiedenti, ma non esiste una casa con una metratura adatta per sette persone. Ci troviamo in una situazione kafkiana, dove sono coloro che rispettano la legge a essere puniti dal Governo e l’occupazione abusiva non solo si trova a essere l’unica soluzione possibile, ma viene persino suggerita dai vertici comunali e dagli enti che gestiscono l’assegnazione delle case popolari. Mi è stato detto apertamente che per una famiglia di sette l’unica possibilità di una vita dignitosa passa dall’occupazione.

Mi rivolgo apertamente al sindaco Sala che ho sempre stimato per la sua apertura al dialogo. Il problema delle case popolari è di primaria importanza. Quello da me appena descritto è un singolo caso, ma non certo un problema isolato. Mentre il Governo parla di inverno demografico e lamenta un tasso di natalità in continuo declino, perché puniamo le famiglie che coraggiosamente scelgono di fare figli in questo clima di incertezza? Dall’inizio della mia carriera politica ho sempre supportato – oltre a essere stato abbastanza fortunato da averla come capolista alle ultime elezioni – da Paola Bonzi, fondatrice del CAV Mangiagalli.

Mi rivolgo al sindaco Sala con alcune proposte che spero possano richiamare la sua attenzione. Se vogliamo risolvere il problema delle case popolari dobbiamo prima di tutto affidare la gestione di questo delicato settore a dirigenti capaci, non semplici burocrati che davanti alle difficoltà suggeriscono l’occupazione abusiva. In secondo luogo, chiedo di dare maggiore attenzione alle famiglie numerose in attesa di sistemazione. Vanno aiutate, non umiliate. Inoltre, come suggerito da Paola Bonzi, dedichiamo una parte degli alloggi milanesi alle donne con maternità difficile. Sono certo che Milano possa risolvere l’emergenza abitativa che sta trasformando le periferie in luoghi dove vige l’illegalità. Creiamo una città policentrica e diamo esempio di buona politica. Possiamo farcela, basta volerlo.

Avv. Nicolò Mardegan
Presidente NoixMilano
ex candidato sindaco

La Destra o Corre o Muore

La Destra o Corre o Muore
QUANDO LA CURA È PEGGIO DEL MALE, IL PAZIENTE NON PUÒ GUARIRE!

…ciò che oggi tentano di legalizzare sotto la bandiera di una finta repressione agli introiti delle mafie e del terrorismo, RAPPRESENTA UN VERO E PROPRIO DRAMMATICO! ATTENTATO ALLA VITA DEI NOSTRI FIGLI! …legalizzare la marijuana significa liberalizzare una comprovata riduzione delle capacità cognitive! agevolare uno stato di indifferenza verso il mondo circostante! una grave carenza di sentimenti e di volontà diazione! una significativa riduzione delle attività sociali! gravi disturbi psichici! e l’innesco di una pericolosissima dipendenza…

“Se il Mondo ti fa schifo e non ti droghi ti ammiro, perché sei in grado di combatterlo”

La Destra o Corre o Muore…la dignità dei nostri figli

L'immagine può contenere: sMS e una o più persone

Rinascita Movimento Sociale Nazionale

 destra-sociale

 

Il capitolo delle alleanze politiche è ancora tutto sul tavolo. Parlo, nello specifico, del Gruppo 1437 e della cosiddetta coalizione dei gruppi su facebook.
Anche se, dopo la nascita di nuovi piccoli gruppi e il superamento/rottura della tradizionale destra, questa coalizione resiste solo più sulla carta. Ecco perché il tema di come costruire, oggi, una coalizione politica competitiva e alternativa – o perlomeno diversa – rispetto al centro destra e al movimento di Grillo richiede, adesso, di essere affrontato seriamente e senza propaganda o diversivi.
Insomma, il Gruppo 1437 con la Presidenza di Cesio Endrizzi ha riscoperto – e giustamente – la vecchia “vocazione maggioritaria”. E cioè, un Gruppo che ha l’ambizione di rappresentare il più possibile gli interessi, le istanze e le esigenze della società italiana. Di qui l’idea del “partito che sta nascendo su facebook” dove si sfuma l’identità politica e culturale dei singoli gruppi e si punta, invece, ad allargare indistintamente i confini politici ed elettorali. Ora, però, anche di fronte a questo nuovo scenario politico non mancano i problemi. Che nascono, puntualmente, con personaggi fumosi e di un’ignoranza palese che puntano a fare le prime donne su facebook.
E qui, piaccia o non piaccia, si deve mettere in campo un’alleanza con altri Gruppi e movimenti per poter ambire alla vittoria nelle città, grandi o piccole che siano. E su questo versante, come ci dicono ormai tutti i sondaggi, la frattura politica dei Gruppi non ci aiuta. O meglio, ci impone la necessità di reinventare una “nuova alleanza” politica ed elettorale. Perché i singoli piccoli gruppi sono indubbiamente importanti – e possono anche essere decisivi nelle varie realtà locali ai fini della vittoria finale – ma non sono certamente sufficienti per costruire una coalizione stabile, solida e riconosciuta dai cittadini elettori.
Ecco perché, accanto al dibattito infinito, e ormai anche un po’ noioso, su come renderci accettabili e praticabili nelle varie città, è sempre più urgente mettere mano alla costruzione della nuova coalizione. Una coalizione che non può solo far leva sulla forza, indubbia, dei numeri e su alcuni gruppi satelliti che ci affiancano nelle varie città. Perché, come concordano ormai tutti – e come ci dice anche l’esperienza concreta – le forze di opposizione e in competizione, si uniscono pur di battere il “partito al potere” o al “governo”. Un’alleanza elettorale, ovviamente innaturale ed anomala, con cui però occorre fare i conti. Un’alleanza, pertanto, che richiede ed impone di allestire al più presto una nuova e diversa coalizione rispetto ad un passato, anche solo recente, per  di consegnare il governo di molte città a forze e a movimenti politici che possono vincere solo perché “contro” il Pd e non perché portatori di un vero “progetto di governo”.
Forse è arrivato il momento di dedicare meno tempo ai battibecchi e prestare più attenzione ai veri temi politici: e cioè, ad una rinnovata e qualificata alleanza dei Gruppi di destra.

Cristiana Gallo

 

La banda dell’est colpisce a Somma, rapinato il bar “Dea Imbandita”

La banda dell’est colpisce a Somma, rapinato il bar “Dea Imbandita”

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La banda dell’est colpisce a Somma, rapinato il bar “Dea Imbandita”
dea imbandita2-varese press

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La banda di quattro persone con accento di un paese dell’est è stata ripresa dalle telecamere di sorveglianza e conoscendo la capacità investigativa dei Carabinieri non ci vorrà molto a “pizzicarli”.
Hanno atteso che i proprietari se ne andassero dal locale, si parla del bar “Dea Imbandita” a due passi dal celebre castello sommese, per scendere dalla loro auto e con una accetta hanno sfondato la saracinesca e con un cavo hanno cercato di fare la “spaccata” per entrare e fare razzia.
Il tentato saccheggio è però fallito visto che non c’erano soldi all’interno, per cui hanno rischiato grosso per nulla, mentre hanno provocato danni per 5.000 euro al bar.
La saracinesca è stata asportata ( come si vede dalla foto esclusiva di nostra proprietà), mentre hanno disturbato un’attività fiorente e benne avviata, senza ricavarne nulla.
E’ inquietante il fatto che sul Sempione a quell’ora, e non su una strada secondaria, nei filmati degli inquirenti si vedano i fari di diverse auto in coda in attesa che finisse la rapina, magari filmando il tutto per vantarsene sui social???
L’unico che ha avvisato le Forze dell’Ordine è un cittadino di origine turca infastidito e svegliato dal frastuono della “ spaccata”.
Nei prossimi giorni se ne saprà di più, ma è probabile che vedendo i volti degli rapinatori con le telecamere, non ci vorrà molto per assicurarli alla giustizia.

Giuseppe Criseo
Varese Press

Carta Sia per le famiglie disagiate. U. Montagna:”Il Comune di Varese è all’oscuro?”

Carta Sia per le famiglie disagiate. U. Montagna:”Il Comune di Varese è all’oscuro?”

Il Comune di Varese è all’oscuro?
povertà
Le politiche di contrasto alla povertà attuate dal governo si fermano nei Comuni. Da domani i cittadini poveri, potrebbero cominciare a presentare le domande per accedere al SIA Sostegno Inclusione Attiva ma i Comuni non lo sanno.Con la misura prevista nella legge di stabilita’ per il 2016 le famiglie disagiate nelle quali siano presenti persone minorenni, figli disabili o una donna in stato di gravidanza accertata potranno conseguire una Carta (denominata Carta Sia) con la quale effettuare acquisti di prima necessità come è avvenuto in passato nel progetto sperimentale che ha riguardato le 12 città più popolose d’Italia. Nello specifico la Carta elettronica di pagamento SIA sarà inviata ai beneficiari da Poste Italiane a seguito della verifica dei requisiti e dopo che l’INPS avrà dato disposizioni di accredito. Con la Carta si possono effettuare acquisti in tutti i supermercati, negozi alimentari, farmacie e parafarmacie abilitati al circuito Mastercard. E può anche essere utilizzata presso gli uffici postali per pagare le bollette elettriche e del gas oltre ad attribuire il diritto a sconti nei negozi convenzionati. Completamente gratuita, funziona come una normale carta di pagamento elettronica con la differenza che le spese, anziché essere addebitate al titolare della Carta, sono saldate direttamente dallo Stato.
La misura, stabilita da mesi e pubblicata sui giornali non è pervenuta al Comune di Varese tanto che interpellati i Servizi sociali la scorsa settimana dicevano di non averne mai sentito parlare. Oggi l’URP dice che i moduli non sono pronti! I moduli sono disponibili sul sito del Ministero anche quelli da mesi e aggiornati dall’Inps che valuterà le domande tenendo conto dell’ISEE che non dovrà essere superiore ai 3000 euro. Questa misura è veramente dedicata a coloro che hanno poco, comunque limitata nel tempo e nelle disponibilità. Leggendo i requisiti necessari per accedere si potrà verificare quanto la platea degli interessati avrebbe bisogno di risposte immediate che purtroppo non avrà per la solita insipeinza della burocrazia. Possibile che queste notizie non siano a disposizione dell’Istituzione che a questo dovrebbe dedicarsi?
Abbiamo segnalato la deprecabile situazione tramite messaggio sulla pagina FB del Comune di Varese all’assessore Molinari, affichè la notizia sia immediatamente recepita.
U.Montagna Circolo Destra Italiana Varese
 destra italiana
p.s.per chi avesse bisogno di approfondire:

Mardegan/Migranti, su Campo Base Expo sbagliavo

MIGRANTI: MARDEGAN, SU CAMPO BASE EXPO SBAGLIAVO, SOLUZIONE DA RIVALUTARE

mardegan

Milano, 2 set. (AdnKronos) – “Guardando alla situazione attuale e alla
proposta avanzata dal sindaco Sala e dal cardinale Scola di trasferire
i profughi nella caserma di Montello, mi trovo a rivalutare la
proposta del campo base Expo”. Lo afferma Nicolò Mardegan di
NoixMilano che aggiunge: “Un politico deve avere il coraggio di
ammettere quando sbaglia”.

L’ex candidato a sindaco di Milano puntualizza che “naturalmente è una
proposta che potrà avere un suo fondamento solo ed esclusivamente nel
caso in cui, come pare, non si decida di destinare le strutture di
questo spazio agli sfollati del recente terremoto del centro Italia”.
Certamente, sottolinea, “è da sottolineare la priorità degli italiani
nel bisogno, rispetto agli stranieri, siano essi profughi o no, come
spesso ho avuto occasione di affermare”.

E conclude: “Il governo sta chiedendo troppo alla città di Milano e
per evitare conflitti tra i residenti dei quartieri residenziali e i
profughi, spostare gli immigrati dalle strade al campo base Expo, come
proposto a inizio estate dal sindaco, può essere la migliore soluzione
in questo momento”.

(Liv/Adnkronos)

ISSN 2465 – 1222
02-SET-16 14:55