Esposto in procura contro i cementifici

Vicenda pesante se confermate tutti gli aspetti presentati nella denuncia da attivisti parlamentari pentastellati, come da pubblicazione su Varese Press.

“Vogliamo fare chiarezza perché siamo estremamente preoccupati per le emissioni prodotte dai cementifici e chiediamo al Procuratore di valutare se sussistano gli estremi per aprire le indagini”. Queste le parole dell’eurodeputata del Movimento 5 Stelle, Eleonora Evi, che insieme ai colleghi Marco Valli, Piernicola Pedicini, e a un gruppo di attivisti del M5S della provincia di Varese, ha presentato questa mattina alla Procura di Varese l’esposto riguardante i cementifici Holcim di Comabbio/Ternate e Colacem di Caravate. “I due cementifici – continua Evi – così come tutti i maggiori gruppi produttori di cemento in Italia, bruciano infatti combustibili alternativi e scorie da inceneritori, con possibili gravi ripercussioni sulla salute umana e l’ambiente. Di fatto producono cemento non nelle modalità tradizionali, ma bruciando combustibili solidi secondari (CSS), o combustibili derivati da rifiuti solidi urbani (CDR) o scorie da acciaierie e da inceneritori”.

il resto su Varese Press, cliccando qui

Jonghi (MSE): tutte le destre europee con Orban, Salvini e Le Pen!

ROBERTO JONGHI LAVARINI, coordinatore nazionale del MSE (MOVIMENTO SOCIALE EUROPEO – EURASIA) questa mattina ha ufficialmente espresso a JUDITH VILMA TIMAFFY (diplomatica ungherese, già console generale dell’Ungheria a Milano) tutta la solidarietà ed il sostegno del suo movimento politico apartitico (alleato sia di Fratelli d’Italia che della Lega di Salvini), annunciando una serie di manifestazioni patriottiche a sostegno del popolo ungherese e della sua identità e sovranità nazionale. Jonghi, storico esponente della destra sociale italiana, con solidi contatti internazionali, ha anche annunciato un viaggio a Budapest per convincere sia il il partito Fidez del premier Viktor Orban che la potente estrema destra di Jobbik a unirsi nel fronte sovranista europeo (lega delle leghe) promosso da Matteo Salvini e Marine Le Pen, con il sostegno antimondialista sia dell’americano Steve Bannon che del russo Alexander Dugin.

Noi del Fronte Verde ecologisti indipendenti lanciamo un appello trasversale a tutte le forze ecologiste

APPELLO ECOLOGISTA Costruiamo insieme la Confederazione Ecologista.

Noi del Fronte Verde ecologisti indipendenti lanciamo un appello trasversale a tutte le forze ecologiste, ambientaliste, animaliste e sociali per la creazione della #ConfederazioneEcologista, che possa ridare finalmente una voce forte, libera e soprattutto verde all’Italia partendo dalle prossime elezioni europee e non solo. Per la realizzazione di una nuova Europa verde, democratica e sociale che contrasti il potere spropositato delle banche, dei burocrati e delle lobbies e lotti a fianco ed in difesa dei cittadini europei. Siamo aperti al dialogo e disposti a scrivere un programma comune. Ci rivolgiamo in particolare: Federazione Verdi Green Italia Partito Animalista Europeo Partito Animalista Italiano Partito EcoAnimalista Ecoitaliasolidale – Movimento Ecologista Democrazia Verde EcoRadicali E a tutti le associazioni, i movimenti, i comitati ed i cittadini che hanno a cuore gli ideali ecologisti e sociali.

Rete Sociale Italiana accoglie l’appello e aderisce al fronte ecologista.

Marano, Rete Sociale Italiana appoggia il candidato sindaco Giuseppe Alviti

Rete Sociale Italiana abbraccia e appoggia appieno Giuseppe Alviti Sindaco a Marano.

Il leader della associazione RSI ha fatto sapere che i nobili ideali e intenti di giustizia e legalità di Alviti vengono pienamente condivisi da tutti i membri della associazione e quindi sembra doveroso e giusto affiancare un paladino della giustizia che non a caso nel 2006 ha ricevuto la medaglia d’ argento al valor civile ha chiosato il leader RSI

 

Giuseppe Criseo

Onu secondo Diego Gelmini

Non stiamo tanto bene sul pianeta, perché se l’organizzazione più rappresentativa di tutti gli Stati e l’Onu signori miei mettiamoci pure le mani nei capelli. Fino a ieri era soltanto un club di fuoriusciti ed approfittatori dei singoli Stati che erano lì per fare mambassa dei pochi soldi che arrivano nei loro poveri paesi pieni dei diseredati, oggi sono addirittura al soldo di quattro imbecilli stra nazionali che cercano il modo di sfondare quel che rimane della vecchia Europa: la cultura italiana quella greca e quella del Mediterraneo. Una roba un po’ raccapricciante. Quando riusciremo a dare un nome e una faccia a tutti quelli che vogliono i popoli di nuovo schiavi sarà tardi. Compito a casa.

Diego Gelmini 
Il Sofista

Questa sciocchezza, questo schiaffo miserabile, questa messinscena vigliacca dell’ONU, che minaccia di mandare ispettori al popolo italiano, per sanzionarne il «razzismo».
Ad un popolo che andrebbe santificato per tutto ciò che ha sopportato e continua a sopportare.
Un popolo che ha cinque milioni di poveri assoluti e altri svariati milioni di cittadini che rasentano tale condizione, eppure da anni accetta di pagare sei miliardi di tasse per mantenere nell’ozio i poveri altrui.
Un popolo umiliato a colonia, vittima delle politiche di rapina decise da congreghe sovranazionali di non eletti: la perdita della moneta e del potere di decisione in materia economico-finanziaria, la svendita del patrimonio pubblico a famiglie di speculatori, l’abbassamento dei salari, l’umiliazione dei giovani a servi senza figli e senza futuro, per giunta presi in giro dai media, che presentano il loro sfruttamento – la loro impossibilità di avere lavoro stabile e reddito dignitoso – come condizione appetibile, come «generazione Erasmus».
Ed ora?
La messinscena vigliacca.
L’unico popolo al mondo cui si nega il diritto di decidere chi entra e chi esce sul proprio territorio, messo sott’indagine.
L’unico Stato al mondo che, se deve rimpatriare qualcuno, è ammonito a rispettare la sovranità dei Paesi di rimpatrio «che hanno diritto di rifiutare l’ingresso anche ai propri cittadini», ma che, quando costoro invadono i suoi confini, è ritenuto obbligato a dargli ingresso sebbene non siano suoi cittadini, ma stranieri senza documenti inviati dalla criminalità organizzata.
Fino alla turpitudine di processare il governo che osi rivendicare il proprio diritto a stroncare i traffici di quest’ultima, salvaguardando vita e sicurezza del popolo com’è suo preminente dovere morale e giuridico di fare.
La messinscena vigliacca.
Quello che non farebbero mai a nessuno, lo fanno a noi, agli italiani.
Sotto inchiesta come popolo di razzisti, di trogloditi, di subumani.
Questi non eletti, questo marciume non eletto che non ci rappresenta e non rappresenta un ca**o, se non la propria arroganza e la propria ridicola mediocrità.
Amici, se mai dovessero arrivare questi benedetti ispettori, abbiamo un solo dovere verso la nostra patria.
Sbattiamoli fuori dall’Italia a calci nel cu*o.

Oliviero Toscani paragona Salvini a Mussolini e gli augura la stessa fine

Giuseppe Criseo-Rete Sociale Italiana / 29 agosto 2018

I sinistroidi dicono spesso che a Destra si semina odio, ma a quanto sembra l’odio arriva da altre parti, quelle dei “buonisti”.
Il caso del giorno è la frase infelice è dire poco, assurda, politicamente scorrettamente e inumana, agghiacciante.
Dire: “«Mio padre ha fotografato Mussolini a piazzale Loreto, chissà dove fotograferò io Salvini», non è certo da intellettuale ma sembra una minaccia o un tetro augurio.
Mussolini non ha ricevuto un processo da un tribunale normale ma è stato oggetto della ritorsione di un gruppo di partigiani politicizzati ed eterodiretti da fuori Italia.
E’stato ammazzato a sangue freddo, un omicidio di cui nessuno ha pagato e sicuramente nessuno pagherà.
Non si ammazzano persone senza processo regolare, forse avevano paura che potesse parlare di cose non tanto pulite avvenute a quei tempi?
Morte a testa in giù con gente che sputava e picchiava sul suo cadavere, e magari da vivo lo applaudivano..
Forti coi cadaveri.
Veniamo quindi ai giorni nostri: Oliviero Toscani ha fatto un’affermazione pesante e cattiva, sperando ed auspicando che Salvini faccia la stessa fine di Mussolini.
La politica non può esprimersi in questi modi, si può anche pensarla diversamente da Salvini, naturalmente, ma non si può augurare ad un ” nemico politico” una fine tremenda e violenza.
Una persona che ha una vita professionale importante (fotografo di moda ha collaborato e collabora tuttora per giornali come Elle, Vogue, GQ, Harper’s Bazaar, Esquire, Stern, Liberation e molti altri nelle edizioni di tutto il mondo. Dal 1982 al 2000, ha creato l’immagine, l’identità, la strategia di comunicazione e la presenza online di United Colors of Benetton, trasformandolo in uno dei marchi più conosciuti al mondo) può esprimersi come un cavernicolo senza cultura nè misura? A tutto c’è e ci deve essere un limite.
Sarebbe opportuno leggesse o rileggesse :
“Nessuno nasce odiando i propri simili a causa della razza, della religione o della classe alla quale appartengono. Gli uominiimparano a odiare, e se possono imparare a odiare, possono anche imparare ad amare, perché l’amore, per il cuore umano, è più naturale dell’odio.”
NELSON MANDELA

http://varesepress.info/istituzioni/oliviero-toscani-paragona-salvini-a-mussolini.html

Il progetto ” Socialità Politica”

L’esponente della Lega, Ennio Pietrangeli, delegato territoriale alle Politiche per la Sicurezza, in collaborazione con Rete Sociale Italiana ed altre realtà associative, essendo l’ideatore del progetto Socialità Politica, che insieme, al collega di partito Pasquale Velardi Coordinatore Territoriale LEGA, sta portando avanti unendo numerosi rappresentanti politici e di realtà associative, nel progetto Socialità Politica, ispirandosi al concetto Prima gli Italiani, porterà la buona politica nelle case di tutti gli Italiani, quella politica del fare, partendo da chi realmente ha bisogno.
La struttura nazionale o meglio rete sociale a cui hanno aderito e stanno aderendo numerose realtà associative, numerosi politici locali e non, targati Lega e non, imprenditori medi e grandi, formerà la rete di popolo in testimonianza della buona politica del fare di Ennio Pietrangeli e Pasquale Velardi, insieme ai loro collaboratori, una Socialità Politica che non si occupa e non si occuperà solo del singolo, ma anche dell’imprenditoria Italiana, grazie al Progetto Italia, a testimonianza che la buona politica esiste e che la Rete Sociale che si vuol creare rappresenterà l’Italia, quell’Italia produttiva, quell’Italia del fare.
Ogni Cittadino, Ogni Imprenditore per far parte del Progetto Italia può scrivere a Rete Sociale Italiana. 

RIZZOLI: DA REGIONE 500.000 EURO PER REINSERIMENTO DOPO CURE ONCOLOGICHE

SUPPORTI AI LAVORATORI E ALLE AZIENDE PER LA FORMAZIONE
“IL RITORNO IN SERVIZIO E’ UNA VITTORIA,MA CON GRANDI DIFFICOLTA'”

(Lnews – Milano, 03 ago) Da Regione Lombardia una dotazione
finanziaria di 500.000 euro per supportare lavoratori che
rientrano al posto di lavoro con capacita’ lavorative ridotte a
causa di cure oncologiche o per altre patologie invalidanti. E’
il contenuto della delibera, approvata ieri dalla Giunta
regionale, su proposta dell’assessore regionale a Istruzione,
Formazione e Lavoro Melania Rizzoli, che prevede il supporto, da
parte di Regione, anche delle relative aziende che accoglieranno
i lavoratori che sono stati assenti oltre i sei mesi per
malattia, hanno concluso il periodo di congedo e sono in
possesso di certificato di invalidita’ civile o della
certificazione di handicap.

DUE OBIETTIVI – L’iniziativa si propone un duplice obiettivo.
Quello specifico, a titolo sperimentale, di individuare un
modello di accompagnamento dei lavoratori malati oncologici, per
favorire la ripresa della vita professionale e la permanenza in
ambito lavorativo, attraverso forme flessibili di rientro al
lavoro (smartworking), promuovendo sia la componente
motivazionale sia quella professionale della persona. Il secondo
obiettivo, piu’ generale, e’ la sensibilizzazione delle imprese, i
cui dipendenti sono impegnati in percorsi di cura a seguito di
patologia o disabilita’ certificata, al fine di accompagnare
l’assetto manageriale e gestionale nella creazione di un
ambiente professionale flessibile e favorevole alla continuita’
lavorativa e alla valorizzazione delle professionalita’
coinvolte.

DOTE DI 2.000 EURO A LAVORATORE PER FORMAZIONE – Il bando
regionale mette a disposizione una dote di 2.000 euro per
lavoratore, per fruire di servizi di formazione che aiutino a
rinforzare le competenze, sostenere la riconversione
professionale in caso di modifica delle mansioni e recuperare
l’eventuale gap di conoscenze a seguito del periodo di distanza
dal mondo del lavoro, acquisire nuove competenze trasversali,
includendo inoltre un eventuale sostegno psicologico.

AIUTI AD AZIENDE PER SMARTWORKING E DISABILITY MANAGER’ – Per
quanto riguarda le aziende, attraverso un bando per la
formazione continua, saranno a disposizione contributi per la
promozione dello smartworking e, nel proprio management, delle
figure di ‘Disability manager’ e ‘Welfare manager’. La priorita’
verra’ data alle aziende che presentano nel loro organico
lavoratori con patologie oncologiche e invalidanti insorte negli
ultimi 2 anni.

GRANDI SOFFERENZE – “Con questo stanziamento abbiamo ribadito
l’attenzione di Regione Lombardia nei confronti dei lavoratori –
commenta l’assessore Rizzoli -: oggi si tratta di quelli colpiti
da malattie il cui decorso e cura possono mettere a rischio il
loro posto di lavoro. Io, prima che un assessore, sono un
medico, ho lavorato a lungo in strutture di emergenza e sono
stata per anni a contatto con malati gravi. Chi ha passato mesi
in luoghi di cura ha patito grandi sofferenze e ha dovuto
affrontare una stagione fra le piu’ difficili nella vita di un
essere umano”.

RITORNO AL LAVORO E’ VITTORIA, MA CON DIFFICOLTA’ – “Il momento in
cui il lavoratore puo’ tornare al lavoro – aggiunge -, in
particolare se e’ in condizione di disabilita’, e’ un momento di
vittoria e di ritrovata forza per ricominciare a vivere la
quotidianita’, ed e’ importantissimo che questo possa avvenire, ma
e’ anche un passo non privo di difficolta’”.

UN VERO REINSERIMENTO – “Anche a causa del fatto che spesso le
patologie gravi lasciano segni indelebili, si tratta di un vero
e proprio reinserimento – conclude -: la delibera ha lo scopo di
accompagnare, sostenere e alleviare questo passaggio, che ha due
binari che viaggiano paralleli: non solo il lavoratore, ma anche
l’azienda che ne accoglie il ritorno ricevera’ il sostegno e il
contributo di Regione”. (Lnews)

mam

La strage di Bologna non è fascista

La strage di Bologna non è fascista, come ebbe a dire, giustamente, in ritardo ma con assoluto coraggio e autentico senso della giustizia, il presidente della repubblica, onorevole Francesco Cossiga, persona certamente informata, per anni ministro degli interni e uomo di fiducia dei servizi segreti occidentali e atlantici. Quella infame strage va inquadrata nella doppia contrapposizione internazionae USA-URSS e Israele-Palestina, con l’Italia, povero scacchiere di guerre altrui. Esprimo le mie sincere e sentite condoglianze alle famiglie delle vittime ma anche la mia solidarietà ai camerati ingiustamente accusati e perseguitati per anni. La verità su tutte le infami stragi che ci sono state in Italia, la sapremo solo e quando ci libereremo del guinzaglio NATO e della museruola USA.

ROBERTO JONGHI LAVARINI

Decreto Dignità 2

In qualità di neo dirigente territoriale della Lega, avendo letto gli atti iniziali del Decreto Dignità, che non condividevo, ritengo opportuno complimentarmi per il giusto apporto alle modifiche dello stesso, da parte dell’ON. Claudio Durigon, a partire dalla liquidazione del Jobs Act.
Da navigato sindacalista come l’On. Durigon, auspico un ulteriore passo avanti partendo dalla Fornero, Opzione Donna sino a Quota 41, punti cardine per la ripresa economica, sono passaggi di coraggio, quel coraggio che alla Lega credo non manchi.
#AVANTITUTTAXITALIA