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“LA CENA FA SCHIFO”, RIVOLTA DEI DETENUTI MAGGIORENNI NEL CARCERE MINORILE. FIAMME E FUOCO NELLE CELLE. DURA PROTESTA DEL SAPPE

 

Resta altissima la tensione nel carcere minorile BECCARIA di Milano. Lo denuncia con forza il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, il primo e più rappresentativo della Categoria, da tempo in prima linea a sollecitare provvedimenti urgenti per il penitenziario milanese. L’ultimo, grave, evento critico lo ricostruisce Alfonso Greco, segretario regionale SAPPE per la Lombardia: “Questa notte c’è stato l’ennesimo incendio in una sezione del Beccaria, dove i detenuti hanno protestato per la cena. La cena era cosi immangiabile, a loro dire, che valeva la pena dar fuoco in tutte le celle della sezione Giovani Adulti. Il SAPPE non può che far notare che proprio la sezione Giovani Adulti, quella con i maggiorenni, ha messo in pericolo la sicurezza di una struttura che per mille altri motivi sta implodendo (solo qualche giorno fa uno psichiatrico aveva mandato in ospedale due poliziotti penitenziari). Il SAPPE auspica vivamente che vengano presi provvedimenti seri, perché solo la bravura e la prontezza del personale di Polizia Penitenziaria in servizio ha fatto si che nessuno si facesse male. Ormai i colleghi sono diventati cosi esperti a spegnere incendi da far concorrenza ai vigili del fuoco, ma questa NON deve essere “normale amministrazione”. Detto ciò, ci chiediamo, verranno presi provvedimenti per questi giovani adulti che pensano di mettere in scacco un’istituzione con i loro gesti? O verranno solo addebitati suppellettili che non pagheranno mai? Verranno dati dei riconoscimenti a questi poliziotti penitenziari che lavorano in condizioni pietose e nonostante ciò riescono sempre a salvare la loro pelle e di quelli che sono ristretti? O cadrà nel dimenticatoio come tanti altri gesti eroici dei Baschi Azzurri di Beccaria?”

“E’ stata un’esperienza allucinante, gestita con grande sangue freddo e professionalità dai bravi Agenti di Polizia Penitenziaria”, commenta il Segretario Generale SAPPE Donato  Capece. “Il sistema penitenziario, per adulti e minori, si sta sgretolando ogni giorno di più. Lo diciamo da tempo, inascoltati: la sicurezza interna delle carceri è stata annientata da provvedimenti scellerati come la vigilanza dinamica e il regime aperto, dall’aver tolto le sentinelle della Polizia Penitenziaria di sorveglianza dalle mura di cinta delle carceri, dalla mancanza di personale – servono almeno 8.000 nuovi Agenti rispetto alle necessità, ed invece sono state autorizzate solamente 305 nuove assunzioni… -, dal mancato finanziamento per i servizi anti intrusione e anti scavalcamento, dalla irragionevole decisione di mettere per legge uomini di 25 anni in carceri per minori ? E l’Amministrazione Penitenziaria da Santi Consolo, invece che intervenire concretamente con provvedimenti urgenti, pensa di mettere un bavaglio ai Sindacati che danno notizia di quel che avviene in carcere, come ad esempio queste gravi aggressioni ai nostri poliziotti, diffidandoci dal darne notizie. Ma il carcere deve essere una casa di vetro, trasparente, perché non si deve nascondere nulla…”.

Capece sottolinea: “Il sistema delle carceri non regge più, è farraginoso. Sono state tolte, ovunque, le sentinelle della Polizia Penitenziaria sulle mura di cinta delle carceri, e questo è gravissimo. I vertici dell’Amministrazione Penitenziaria e quelli della Giustizia Minorile e di Comunità hanno smantellato le politiche di sicurezza delle carceri preferendo una vigilanza dinamica e il regime penitenziario aperto, con detenuti fuori dalle celle per almeno 8 ore al giorno con controlli sporadici e occasionali. Da quando sono stati introdotti nelle carceri vigilanza dinamica e regime penitenziario aperto sono decuplicati eventi gli eventi critici in carcere”, conclude il leader del SAPPE. “Se è vero che il 95% dei detenuti sta fuori dalle celle tra le 8 e le 10 ore al giorno, è altrettanto vero che non tutti sono impegnati in attività lavorative e che anzi trascorrono il giorno a non far nulla. Ed è grave che sia aumentano il numero degli eventi critici nelle carceri da quando sono stati introdotti vigilanza dinamica e regime penitenziario aperto. Mancano Agenti di Polizia Penitenziaria e queste sono le conseguenze. E coloro hanno la responsabilità di guidare il Ministero della Giustizia, l’Amministrazione Penitenziaria e quella della Giustizia minorile dovrebbero seriamente riflettere sul loro ruolo dopo tutti questi fallimenti”. 

 

Roma, 10 ottobre 2017

 

 

Dott. Donato CAPECE – segretario generale SAPPE

Categories: sindacato

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